Quel grande maestro Antonio Di Ciolo Ha forgiato tanti campioni: ultimi in ordine di tempo Sanzo e Ilaria Bianco


PISA. Ci sono artisti che realizzanoopere d'arte e artistiche fanno della loro vita un'operad'arte. Antonio Di Ciolo èsicuramente del secondo tipo.Chi è Antonio Di Ciolo? E unmaestro di scherma, conosciutissimonon solo nella nostracittà, ma in tutta Italia. Lascherma non è un prodotto dagrande distribuzione: le medaglieolimpiche e i titoli mondialirestano per sempre nel cuore,ma poco, e non quanto meriterebbero,sui giornali. AntonioDi Ciolo ha dovuto lottare,non solo contro l'indifferenzaper questa disciplina sportiva,ma addirittura contro i burocrati,i politici, che solo da pochianni hanno riconosciuto almaestro il grande impegno perla scherma, il continuo «lancio»di atleti ed atlete a livellonazionale e mondiale, togliendolopoi da un «sottoscala» utilizzatocome palestra per lasua folta colonia di giovanischermidori. Ora nella nostracittà, si comincia a dire: «Senon fosse stato per Di Ciolo lascherma a Pisa non avrebbeavuto storia». Vero, verissimo.Ieri a Nimes si è avuta un'altraconferma della sua bravura edel suo intuito: dalla inesauribilefucina di campioni che è lasua scuola e quella del figlioEnrico, sono uscite una medagliad'oro ed una d'argento. Dopoquindici anni, un allievo diDi Ciolo, Salvatore Sanzo, haconquistato l'iride, e subito dopoil trionfo «Toti» (così lo chiamanoi genitori e gli amici) SalvatoreSanzo è corso dal maestroAntonio Di Ciolo gridando:«Questa medaglia è perLei. Ha visto vincere Pucciniad Atlanta, ma un titolo mondialegli mancava: eccolo qua».Un gesto bellissimo, che dimostraquanto affiatamento ci siatra il maestro e l'allievo. Ma la festa non era finita, un'altramedaglia nella sciaboladonne, questa volta d'argentoarrivava dalla bella Ilaria Bianca,un'altra pupilla del duo Antonio-EnricoDi Ciolo. Certo,poteva essere «oro» anche perla Bianco, visto che è il terzoargento consecutivo ai Mondialie che nelle eliminatorie avevasconfitto Yelena Jemaeva(15-6), due volte mondiale. Estato dunque, un trionfo per ilmaestro pisano, che ha lanciatonel «ranching» nazionale, inquesti ultimi anni, atleti del calibrodi Nicolò Gaudino, PaoloRighi Moises e Andrea Giusti(spada), Alessandro Puccini,Salvatore Sanzo, Simone Vannie Marco Vannini (fioretto),Ilaria Bianco e Elisa Vanni(sciabola femminile), ElisaVanni e Martina Bacigalupo(fioretto femminile), MargheritaZalaffi, Veronica Rossi e ValentinaLanducci (spada femminile). Il mitico Antonio Di Ciolo,più di un maestro per i suoi allievi,ha iniziato nel lontano1959 ad insegnare scherma,per passare poi ad insegnareed a collezionare allori con ilCus Pisa. Poi una parentesi ditre anni alla Fides Livorno(era in rotta con la dirigenzadel Cus pisano) e poi dal 1998all'Us Pisascherma, dove haraccolto gli ultimi allori mondiali,europei e nazionali, insegnandoanche ad uno stuolo digiovanissimi schermidori che,sicuramente saranno prestonfamosi.ALTRI SERVIZI a pagina 15

Sergio Paradossi