La rockstar Piero Pelù racconta nell'autobiografia il suo legame con la terra apuana «Questa è un'isola dove è bello tornare»


MASSA. C'è chi parte echi ritorna. Per chi è natoed è costretto a restare aMassa - per motivi familiari,di lavoro o quant'altro -una città piccola e provincialecome la nostra può rimanerestretta e diventaresoffocante. Ma per chi inquesta terra ha le sue radiciè difficile volerle male. Un esempio illustre èquello di Piero Pelù. La rockstarè nata a Firenze ma -come spiega nella sua autobiografia«Perfetto difettoso»,Mondadori editore - lesue origini sono massesi.«Mio padre, Giovanni, eranato a Massa - scrive Pelùnelle prime pagine del libroscritto a quattro mani conMassimo Cotto - e lì avevaconosciuto mia madre, CristinaLandi. Il mio Dna,dunque, è versiliese, io amodire apuano. Il versiliese èun po' più pottaiolo, va ingiro con la macchinazza tuttastappata a farsi bullo. AMassa, di bello, c'è il dialetto,ricchissimo, con la parlatache ti sposta la mascellain avanti e produce un prognatismoneo-neanderthaliano.Tutto è arrotondato,le «t» non esistono: il pipistrellolo chiamano parpaglione,che però pronuncianobarbaglion. Purtroppo, illoro vernacolo sta estinguendosi,dopo essersi bastardizzato». In «Perfetto difettoso»,l'ex leader dei Litfiba raccontadei pomeriggi da bambinotrascorsi sul viale Roma,nella casa della nonnapaterna Guglielmina, «conle sue ottime torte di riso ei pranzi che diventavano cenaperché non ti alzavi maidal tavolo». Insomma mare, cibo, allegria.Sono le cose che spingonoPelù a tornare ogniestate a Marina di Massaper trascorrere le sue vacanze.«Qui sono le mie radici- aveva spiegato tempo faal nostro giornale - ci tornotutte le volte che posso. D'estatesoprattutto, ma anchedi inverno, quando il mio lavorome lo permette. Mia figliaGreta trascorre tutte leestati su questa spiaggia dacui si possono vedere le AlpiApuane. Questa città mipiace molto, qui ho tanti legami,tanti ricordi e tantiamici». (l.m.)