mercoledì 17.03.2010 ore 05.36

ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

«Arcobaleno, sono estranea ai fatti» Il prefetto Anna Maria D'Ascenzo commenta l'inchiesta in corso


ROMA. Il Governo, nella giornata di venerdì, ha deciso di azzerare la protezione civile; con un decreto legge è stata cancellata l'agenzia per la protezione civile istituita due anni fa. Tutto torna come prima con i poteri dati al presidente del consiglio che, a sua volta, li delegherà a un sottosegretario. Il responsabile della protezione civile era Franco Barberi che è al centro di una inchiesta giudiziaria e, come rivela Panorama nel suo ultimo numero, a suo carico sarebbe stato ipotizzato l'addebito di attentato contro gli organi costituzionali. Responsabile tecnico del dipartimento intanto è stato nominato Guido Bertolaso (attualmente direttore dell'ufficio nazionale per il servizio civile) che va a sostituire Anna Maria D'Ascenzo che è stata prefetto di Grosseto fino al 1998. Anna Maria D'Ascenzo apprendendo il nuovo filone dell'inchiesta della magistratura ha rilasciato una dichiarazione all'Ansa: «Sono fiduciosa che l'inchiesta penale possa approfondire tutti quegli aspetti che in sede di controllo amministrativo non sono emersi». E a proposito dell'inchiesta sulla missione Arcobaleno dichiara di avere sempre «denunciato alla magistratura, agli organi di controllo contabile e di legittimità e al governo gli atti illeggitimi che hanno interessato il dipartimento e la costituenda agenzia. Inoltre Anna Maria D'Ascenzo, facendo riferimento a quanto emerso dalla inchiesta della procura di Bari sulla Missione Arcobaleno della quale ha reso noto alcuni aspetti il settimanale Panorama in edicola questa settimana, dichiara di «essere assolutamente serena rispetto alla propria posizione essendomi messa a disposizione della magistratura, in rapporto di fattiva collaborazione sin dal primo giorno in cui ho avuto notizia dell'inchiesta». «Confido - termina il prefetto Anna Maria D'Ascenzo - nell'interesse della giustizia che ci sia una rapida soluzione della stessa, sia nell'accertamento giudiziale della mia estranietà ai fatti, peraltro antecedenti alla mia nomina».

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