ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

?Effetti collaterali, in Italia troppo poche segnalazioni?


LIVORNO. Lo aveva datempo previsto la ricercascientifica davanti alla carenzadel sistema di vigilanza suifarmaci in Italia e all'estero ecos? ? stato. ?Non sono unasorpresa certi effetti collateralidi taluni farmaci anti-colesterolo.La letteratura internazionalelo segnalava via via,ma ben pochi lo ascoltavano eil dramma alla fine ? stato inevitabile?.A parlare ? la prof.Flavia Franconi, ordinario diFarmacologia all'universit?di Sassari che, sull'argomento,espresse proprio al nostrogiornale i primi timori alcunianni fa. ?Ma il colesterolo non ? l'unicocaso - prosegue la professoressaFranconi, gi? membrodella Commissione TossicologicaNazionale - In passatosono stati ritirati dal commerciola cisapride per la curadel colon irritabile o alcunifarmaci anoressizzanti a seguitodi gravi problematichecardiache?. Perch? pu? accadere tuttoquesto? Dove ? l'errore? ?Una volta immessa in commerciodopo 10-15 anni di studio,un farmaco pu? presentareeffetti collaterali. In Italiane vengono segnalati circa il25% rispetto alla media europeae ci? dimostra l'insufficienzadella rete di controlli(medici, farmacisti, istituzionisanitarie, ecc.), soprattuttonelle regioni meridionali, maanche l'Europa non ? senzacolpe. Testare una molecolasu mille persone pu? sembraretanto, ma a volte non basta.Per quelli impiegati solitamentein terapie croniche, nonpossiamo conoscere i risvoltinel tempo. Occorre uno scambiodi informazioni. L'Europadella salute passa attraversoquesto meccanismo, di fattoancora tutto da sviluppare?. Per il colesterolo eranoindicati esami? ?La Food and Drug Administration(organo di controlloamericano sui farmaci) raccomandavadi effettuare controlliperiodici sul sangue sui valoridi enzimi muscolari comeil cpk, in modo da evitare situazionigravi o irreversibili.Questi farmaci, per? rimangonoimportanti perch? sonofondamentali nella prevenzionedelle malattie vascolari (il43% dei decessi nel mondo industrializzato)?. Le nuove linee guida? ?Troppi rimangono i conflittidi interessi fra gli esperti.La farmaco-vigilanza dovrebbeessere materia di studiogi? all'universit? per medici efarmacisti. Dovrebbero esseregarantiti loro meccanismi rapididi segnalazione, dopo colloquiocon i pazienti?. - Gian Ugo Berti