Simone Vanni, lacrime d'oro Il ritorno del campione, l'abbraccio col maestro Di Ciolo


PISA. Si potrebbe cambiare il nome dell'aeroporto«Galileo Galilei» in «aeroportod'oro della scherma pisana». Lunedì passato,un'altro atleta dell'Us Pisascherma, ilgiovane fiorettista Simone Vanni, è arrivatoall'aeroporto pisano carico...d'oro, cosìcome prima Alessandro Puccini, poi SalvatoreSanzo e Ilaria Bianco, per non parlaredi Numa e della Zalaffi, tutti, comunque,allievi del grande maestro Antonio DiCiolo, vanto della scherma pisana, nazionalee, se vogliamo, mondiale Agli Europeiche si sono tenuti a Coblenza in Germania,la scherma italiana, come da un pò ditempo a questa parte, ha fatto man bassadi medaglie e Pisa è stata tra le scuole discherma quella che ha contribuito ad arricchireil palmares, con l'oro nel fiorettodi Simone Vanni e argento e bronzo dellagiovanissima Ilaria Bianco nella sciabolaa squadre e individuale. L'exploit è però quello diVanni, perchè il fresco campioned'Europa (ha travoltoin finale 15/6 il gigante edesperto polacco Krzesinski)sta vivendo una splendidastagione agonistica, con l'argentoagli Assoluti e l'oro inCoppa del Mondo a squadre,conquistato nell'ultima tappadi Cuba. All'arrivo Simone Vanni èstato "assediato" da tantissimifans, accolto come uneroe, portato quasi in trionfo. Simone si è subito "lanciato"tra le braccia del maestroAntonio Di Ciolo (altridue maestri, Enrico Di Cioloe Simone Piccini "curano" ilbravo Simone Vanni), entrambicommossi fino alle lacrime,ma felicissimi. «Sonoemozionatissimo - ha dettoVanni - in pratica questo è ilprimo successo di grande importanza.Ho capito che forsequesta era la volta buonadopo la vittoria sul polaccoMock, perdevo 10/4, ma sonoriuscito a risalire e vincere.In finale ho trovato l'altropolacco Krsezinski, un verocolosso, di grande esperienza(ha 35 anni ndr), ma erocaricatissimo così...ho vinto».Grande felicità, anchein famiglia, (Simone era accompagnatodal padre Stefano.che è presidente del Pisascherma,dalla madre Minae da un simpatico...cucciolodi pastore tedesco), così comeper i tanti suoi compagnidi sport e di studio (frequental'Università a Scienze Politiche). Per Antonio Di Ciolo, questanuovo successo di unsuo allievo (aveva a Coblenzaanche altri tre allievi: IlariaBianco, Veronica Rossi eFrancesco Martinelli) è peròun'altra "stilettata" al cuore:«Con questi ragazzi lavoriamoin un... sottoscala, alpalazzetto dello Sport Questiragazzi meritano di più,meritano una vera palestra,ancora le autorità non cisentono. Noi non sappiamopiù cosa fare, più che vincereeuropei e mondiali...». Il buon Antonio Di Cioloha ragione da vendere, fossein un'altra città, intanto gliavrebbero fatto un monumeto,la palestra non se ne sarebbeparlato, se non l'avessesarebbe stato un affronto».A Pisa invece...

Sergio Paradossi