Uccisa con venti coltellate Si è accanito su di lei colpendola al ventre e alla gola


FIRENZE. Si è accanito su di lei, colpendola al torace, al ventre, alla gola. Sono più di venti le coltellate scoperte sul corpo di Alessandra Barluzzi, 33 anni, l'impiegata di Reggello, ammazzata intorno alle 3,30 di venerdì dall'ex fidanzato, Massimo Rossi, 34 anni, commerciante di marmo di Carrara, ora rinchiuso a Sollicciano. Alessandra aveva la gola squarciata ma sono numerosi i colpi mortali inflitti con un coltello a serramanico con la lama lunga una ventina di centimetri che ha perforato fegato, cuore polmoni. «Evidente la volontà di uccidere» è l'unico commento degli inquirenti dopo i primi risultati dell'autopsia compiuta ieri dal professor Mario Graev. In mattinata i carabinieri di Figline hanno compiuto un ulteriore sopralluogo per acquisire gli ultimi elementi dell'inchiesta coordinata dal sostituto Fernando Prodomo. Alessandra è stata uccisa con un coltello a serramanico che Massimo avrebbe trovato in casa. Lei avrebbe tentato di difendersi (ferite sono state trovate sulle mani e sulle braccia) con un altro coltello, questa volta da cucina, col quale sarebbe riuscita durante la colluttazione a ferire l'ex fidanzato (8 giorni di prognosi). C'è ben poco da chiarire ormai sull'omicidio passionale di Reggello, dopo la consegna al magistrato del primo rapporto dei carabinieri, i risultati dell'autopsia e le ammissioni di Rossi. Qualche elemento, di supporto al movente, potrebbe emergere dal computer che è stato sequestrato e che potrebbe essere sottoposto a perizia. Ma sono dettagli. La bella Alessandra che aveva conosciuto Mario nel 1999 chattando, e via web era nato un amore franato nel maggio scorso, è stata uccisa perchè di Mario non voleva più sapere nulla. Lui aveva tentato più volte di riavvicinarla prima in maniera discreta poi via via sempre più violenta. Era folle di lei e lo dimostrava: con telefonate e messaggi sul telefonino talmente frequenti da essere ossessionanti, con preghiere e minacce, fino alle aggressioni. Per gelosia era arrivato - pare - ad avvelenarle il cane, uno Yorkshire, e per farsi perdonare si era ripresentato con un barboncino. Approfittando delle chiavi di casa che Alessandra gli aveva dato era entrato, una sera di venti giorni fa, e l'aveva aggredita. Alessandra aveva cambiato le serrature. Mercoledì scorso l'ultimo episodio. Alessandra è stata bloccata mentre andava in auto al lavoro a pochi metri dallo studio Angeletti in cui era impiegata. Solo l'intervento del commercialista, quella volta, l'ha salvata. Un crescendo di passione, odio e follia che la notte di giovedì ha portato Mario ad arrampicarsi fino al primo piano della casa di Alessandra e a penetrarvi come un delinquente qualsiasi approfittando di una finestra aperta. Si è messo a cercare nel computer, nelle email di Alessandra, in cerca della conferma dei suoi sospetti: un nuovo amore. Non si sa se l'abbia trovata. Certo, quando lei alle 3 è rientrata, ha trovato una furia, un uomo impazzito e - secondo gli inquirenti - determinato a ucciderla. Poi la telefonata ai carabinieri e la confessione. Lunedì è fissata la convalida dell'arresto.

dalla redazione