il Tirreno — 16 giugno 2001
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sezione: LUCCA
TORINGO. Si potrebbe ricomporre più di una cucina dalla discarica a cielo aperto che costeggia via di Carraia. Fornelli, mobili per stoviglie, frigoriferi, tavoli di legno e compensato, forni: si trova di tutto nell'ammasso di materiali che da tempo staziona ai bordi della strada e che si allunga in una redola verso i campi. L'elenco della vergogna comprende anche stufe, tettoie di plastica, cartoni, banchini, taniche di solventi, vestiti, lavatrici, materassi, batterie. Sotto il cumulo di ingombranti si scorgono qua e là detriti e inerti che ormai sono un tutt'uno con lo sterrato polveroso aggredito da una vegetazione che sembra non aver mai visto la mano dell'uomo. «Quella di Toringo, lungo l'ex tracciato della ferrovia, è una discarica segnalata più volte all'Ascit - afferma il consigliere comunale Leo Orsi (Ds) -. Ogni tanto viene portato via qualcosa, ma è troppo poco. Avevo chiesto che l'area venisse ripulita e recintata. Non mi pare di essere stato ascoltato». (p.b.)