L'addio a Natta tra rose rosse e pugni chiusi D'Alema: «Ha rappresentato una parte della mia vita»


IMPERIA. Niente bandiere rosse, solo rose rosse e tante corone, tra cui spicca quella di Carlo Azeglio Ciampi e sua moglie per l'ultimo saluto ad Alessandro Natta. Alle 15,30, quando il feretro dell'ex segretario del più grande partito comunista occidentale lascia la Società operaia di mutuo soccorso diretto a Savona per la cremazione, un lungo applauso scoppia spontaneo tra la folla. Un anziano militante del Pci alza timidamente il pugno chiuso. Un gesto spontaneo, ripetuto solo da altri tre vecchi comunisti che non riescono a trattenere le lacrime. Cercano di farlo la moglie Adele, la figlia Antonella e Alessandro, il nipote. E commossi appaiono anche Massimo D'Alema, Livia Turco e Piero Fassino, venuti con la vecchia guardia del Pci, rappresentata da Aldo Tortorella e Antonio Pizzinato, a rendere l'estremo omaggio a chi non ha condiviso con loro la svolta e ha sperato di restare fino all'ultimo «illuminista, giacobino e comunista». Da Roma è arrivato Luciano Berio, il celebre compositore, onegliese come Natta. E' venuto a salutare l'amico e a portare conforto alla famiglia. Una famiglia piccola ma molto affiatata. Ad Antonella, astrofisica, il padre ha lasciato i suoi diari, i quaderni nei quali per lunghi decenni il dirigente comunista ha annotato minuziosamente tutto ciò di cui è stato protagonista o testimone. «S'è addormentato, poco dopo ho controllato il cuore e ho sentito che non batteva più», dice Adele, compagna di Natta fin dal liceo. «Una volta mi disse: "sì, sono matto, così imparano a dire che sono un conservatore"», ricorda la ministra Turco, chiamata da Roma «trentenne, cattolica e sconosciuta» a dirigere le donne comuniste. «Con me era affettuosamente arrabbiato» gli fa eco D'Alema, confermando il netto dissenso dell'ex segretario sulle scelte dei suoi successori. «Abbiamo avuto momenti di scontro e di amarezza ma si è sempre mantenuto un rapporto di affetto: Alessandro Natta ha rappresentato per me tutta una parte della mia vita», dice, lasciando la camera ardente, il presidente diessino. Cofferati, partito in macchina da Bologna per raggiungere Imperia, è rimasto bloccato da un incidente. Ha avuto un'affettuosa conversazione telefonica con la vedova. A Oneglia sono arrivati Luaciano Violante e Fassino. Il presidente della Camera sottolinea lo stretto rapporto tra etica e politica in Natta. Fassino lo ricorda come un maestro. (m.b.)