ROMA. Gravi irregolarit? ambientali e amministrative nellagrande industria italiana. Diversi siti sono a rischio chiusura:dalla Fiat di Melfi all'Ilva di Taranto, dalla centraleEnel di Brindisi all'Enichem di Mantova. Su 13 ispezioni dispostedal ministero dell'Ambiente, ovunque sono state riscontrateirregolarit?. I risultati dell'indagine sono stati gi?consegnati alla magistratura, oltre che al presidente del Consiglioe al ministro dell'Industria. ?Emerge un quadro sconfortante?,ha detto il ministro dell'Ambiente, Willer Bordon. ?Ora _ ha aggiunto il ministro_ far? subito partireuna diffida agli organi cheavevano il compito di vigilaree fare i controlli (Asl, Province,Comuni, ecc) e che evidentementenon l'hanno fatto. Inmancanza di risposte in 10-15giorni, sono pronto ad emettereordinanze di chiusura peri casi pi? gravi?. Le indagini, che ora proseguirannoin altri siti industriali,sono state compiutetra novembre e febbraio daun Comitato ispettivo formatoda esperti del ministero dell'Ambiente,dell'Anpa e delNucleo operativo ecologicodei carabinieri. In particolaresono state richieste informazionie acquisita documentazionein merito a emissioni inaria, scarichi in acqua, rifiuti,rumore, rischi di incidenterilevante, Pcb, amianto. ?Naturalmente ci sono gi?controlli e verifiche _ ha sottolineatoBordon _, ma daquesta campagna di ispezionistraordinarie ? emersa unavasta diffusione di irregolarit?amministrative. Le struttureche avevano istituzionalmenteil compito di garantirecontrolli in questi siti, inrealt? non li hanno garantiti.In taluni casi poi, abbiamo verificatouna diffusa attivit? diautocontrollo, leggermentesospetta, come nel caso diMelfi, dove le analisi delleemissioni dell'impianto sonofatti dalla societ? Fenice, cheappartiene sempre al gruppoFiat, e hanno riscontrato lestesse identiche quantit? indue anni differenti. A Brindisi,poi, le ceneri della centraledel gruppo Enel non sonoconsiderate pericolose e vengonoavviate al riutilizzo eci? ? grave?. Ma le responsabilit? coinvolgonoanche il legislatore,ha osservato il ministro.?Spesso infatti _ ha spiegato_ ci si trova di fronte ad unquadro legislativo eccessivamentecomplesso, caratterizzatoda proroghe, ritardi nell'emanazionedi direttive tecniche.Spesso uno stesso impiantoviene autorizzato dauna Provincia e bloccato daun' altra; senza contare cheparte di questi enti rilasciaautorizzazioni non aggiornateall'evoluzione del quadronormativo?. Ora, ha aggiunto Bordon,?io mi avvio a dare una bottadura per far saltare questomeccanismo?. L'Enel ha replicato a Bordonrilevando ?gravi imprecisioni?nel dossier del ministerodell'Ambiente.