Condanna confermata per Maccheroni Tre anni e cinque mesi anche in Appello per l'estorsione al pasticcere


FIRENZE. I giudici della prima sezione penale della Corte d'appello di Firenze hanno confermato ieri la condanna dell'ex parlamentare socialista Giacomo Maccheroni a tre anni e cinque mesi di reclusione per estorsione e millantato credito inflittagli dal tribunale di Pisa il 22 dicembre `99. Contemporaneamente, a Maccheroni sono stati revocati gli arresti domiciliari. Maccheroni, che negli anni Ottanta era stato anche presidente del Consiglio regionale della Toscana, oltre che sindaco di Pontedera, era accusato di aver intascato una mazzetta di cinque milioni di lire da un pasticcere di Navacchio, il 17 settembre del '99. L'ex parlamentare - stando a quanto hanno accertato le indagini coordinate dalla Procura della repubblica di Pisa - avrebbe chiesto la tangente al pasticcere, Marcello Giani, millantando, secondo l'accusa, un suo interessamento per la riapertura del laboratorio artigianale, che la Usl 5 di Pisa aveva chiuso nel luglio '99 per motivi igienico-sanitari, e minacciandolo di far chiudere nuovamente il locale se non gli avesse dato i soldi. Il pasticcere era riuscito a registrare parte del colloquio con Maccheroni e aveva passato la cassetta alla Usl e alla magistratura. Di qui l'avvio delle indagini da parte della magistratura e la decisione di creare i presupposti per un arresto in flagranza. Che avvenne secondo i piani. L'ex parlamentare fu infattti arrestato, il 17 settembre di due anni fa, subito dopo aver ricevuto la busta con i cinque milioni. L'arresto fu eseguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria del tribunale nella sede dell'Unione sportiva Pontedera, situata in via Gotti, in pieno centro cittadino. Giacomo Maccheroni all'epoca collaborava con la dirigenza della società granata, diversa da quella attuale. I legali di Maccheroni, gli avvocati Oretto Bianchi e Alberto Marchesi, hanno annunciato il ricorso in Cassazione.