ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Il presidente della Federal Reserve non teme pi? l'inflazione negli Usa ed ? pronto a una politica espansiva con tassi meno alti Greenspan parla, le Borse spiccano il volo Prodigioso balzo del Dow (+3,21%) e del Nasdaq (+10,48). Milano positiva


MILANO. Dall'inferno al paradisonel giro di un solo giorno. E' successoalle Borse di tutto il mondo. Luned?,specie in Europa, c'era stata unapioggia di vendite che avevano riportatoindietro gli indici di oltre il2%. Ieri ? successo l'opposto. E' bastatoil discorso di Alan Greenspanai banchieri americani (?l'economiaUsa cresce a ritmi pi? lenti? allontanandoi timori di spinte inflazionistiche)e su tutti i mercati sono tornatigli acquisti. Milano chiude a+1,59%, vanno meglio Parigi(+3,51), Londra (+2,28), Francoforte(+3,25) e Madrid (+4,32). Volanoi listini Usa: il Dow Jones ? salito di338 punti (+3,21%); eccezionale laperformance del Nasdaq +10,47%,con 2,5 miliardi di azioni scambiate. Quindi, per Greenspan, ritmipi? sostenibili, con scarsisegni di inflazione. Pertanto,nella riunione del 19 dicembre,la Fed abbandoner? il suo atteggiamentorestrittivo in materiadi costo del denaro. Unamisura che aprirebbe la stradaa un taglio dei tassi forse in primavera.Va sottolineato cheGreenspan, dal 1999 ad oggi,ha aumentato i tassi fino a quota6,5%, il valore pi? alto degliultimi 9 anni e ora avrebbe ottenutoil risultato sperato, cio?l'atterraggio morbido dell'economiaUsa. Dunque si volta paginae la Fed ora invita i banchieri?a non stringere troppoi cordoni dei prestiti?. ?Le societ?americane - dice - stannogi? avendo difficolt? nel reperiredenaro. Inoltre l'ascesa deiprezzi petroliferi ha aumentatoi costi di produzione e fattodiminuire le entrate?. La prospettivadi una possibile riduzionedei tassi ha fatto volarele Borse ma ? troppo prestoper dire che tutti i problemi sonorisolti. Fino a due giorni fa,infatti, si parlava apertamentedi recessione e molti analistirestano orientati al pessimismo,visti i cali di utili e fatturato,i prezzi dei carburanti allestelle e il calo di fiducia deiconsumatori. Ieri, comunque, ipessimisti sono stati messi all'angoloe il Nasdaq (dopo averperso il 50% da marzo) ? rimbalzatocon prepotenza, spintoanche dalle notizie che dannoBush sempre pi? vicino allaCasa Bianca. Inevitabile la ripercussionesui mercati europei.A Milano in gran recuperoi telefonici: Olivetti(+4,47%), Tecnost (+4,61%) eTelecom (+3,43). Contrastati ititoli del Nuovo Mercato conTiscali (-3,76%) che paga gli arbitraggicon World Online. Fragli editoriali, in ribasso Class(-4,39%), Seat (-0,76%) e Mediaset(-0,31%). La risalita dell'Espresso(+2,49%) trascina Cir(+5,68%) e Cofide (+2,82%). In denaro i titoli della oldeconomy. Ecco i bancari: Bnl(+2,90%), Intesa (+2,35%), Comit(+1,57%), Montepaschi(+1,49%) e Mediobanca(+1,21%). Fra gli industriali inluce Fiat (+1,57%) e Pirelli(+2,25%). Il governo ha annunciato divoler vendere il 10% di Enel entroi primi mesi del 2001 (orapossiede il 68,26%) e il titolo ?rimasto sotto il prezzo di collocamento.Annunciata anche lavendita di un altro 5% di Eni(ora il Tesoro controlla il35,33%) e le azioni in Borsa sonosalite dello 0,56%. In venditada parte dello Stato anche laresidua partecipazione in Telecom,pari al 2,64%. In PiazzaAffari, in attesa di un comunicato,resta sospesa Freedomland.In leggera flessione l'euro,rimasto a 0,88 dollari (undollaro vale 2.197 lire). - Gigi Furini