Un «tesoro» etrusco Dal deposito livornese a Palazzo Grassi


LIVORNO. Solitamente sono chiusi nelle casse, stivati, insiemead altro materiale, in uno dei depositi del museo civico«Giovanni Fattori». E mentre noi, qua a Livorno, non lipossiamo vedere (salvo un'esposizione di un paio d'anni fa aVilla Henderson), Palazzo Grassi di Venezia ce li chiede. Sono i bronzi etruschi del«Ripostiglio del Limone» chedal 26 novembre saranno inmostra nei saloni sulla Laguna,dove resteranno per oltresei mesi, fino al 1 luglio prossimo.Palazzo Grassi, infatti,sta allestendo la grande mostrainternazionale «Gli Etruschi»che sarà presentata ufficialmentesabato. A Venezia,in quell'occasione, ci sarà anchel'assessore alla Culturadel Comune, Dario Matteoni. I bronzetti del «Ripostigliodel Limone» _ dalla denominazionedella località dove furonotrovati nel 1879, fra Salvianoe la Valle Benedetta (oggi,la zona, è detta «Limoncino»)_ costituiscono il nucleoprincipale della più vastacollezione archeologica enumismatica «Chiellini», appellativoche deriva dal nomedel proprietario che a fine Ottocentone fece dono al Comune. Fu proprio Enrico Chiellinia far effettuare gli scavi all'internodella sua proprietà, evennero alla luce reperti chelo incoraggiarono _ comespiega Francesca Giampaoloresponsabile del museo «Fattori»_ a cotinuare a finanziaregli scavi ed anche ad acquistareda contadini locali ecommercianti qualsiasi tipodi oggetto che sapesse di antico.E quando la raccolta diventòabbastanza cospicua,decise di donarla all'amministrazionecivica, auspicandola nascita di un museo archeologicolocale che vide laluce nel 1883. Chiellini fu ilprimo direttore, fino alla morteavvenuta nel 1892. Il successorePio Mantovani cominciòa redigere il primo catalogoinventariale del patrimonioarcheologico e numismaticodel piccolo museo. La struttura fondata daChiellini rimase aperta finoalla seconda guerra mondiale.E dopo la fine del conflitto_ che aveva causato perditee danneggiamenti di repertidella vasta collezione _ il museonon è stato più ricostituito.Il materiale, finito in magazzino,vide nuovamente laluce negli anni Settanta quandofu catalogato di nuovo.Per poi tornare in deposito:chi è interessato a visionare ireperti, può comunque chiederlo.In attesa _ e dalla finedella seconda guerra sonopassati 55 anni _ che ancheLivorno possa finalmente avereun suo museo archeologico. Tra le raccolte più interessantidella collezione Chiellinisono da citare circa 10milamonete fra romane, medioevalie moderne. 4mila derivanodalla collezione originaria,mentre le altre furono acquistatedal Chiellini stessoquando era direttore del museoda lui fondato. Fra l'altro,spiega Francesca Giampaolo,la collezione numismatica èfrutto di un riordinamento edi uno studio finalizzato ad alcunepubblicazioni da partedel professor Terence Volkdell'Università di Cambridge. Della collezione fanno quindiparte ceramiche etrusche,romane e greche. Un pezzo di notevole pregio_ ha sottolineato ancoraGiampaolo _ è la pissideeburnea di epoca tardo imperiale,la cui provenienza sembracollocarsi in Africa settentrionale.Enrico Chiellinil'acquistò da un commerciantestraniero.

Elisabetta Arrighi