Colajanni: «Anch'io incassai soldi per il Partito comunista» Mafia e appalti, Mantovano chiede alla Commissione un'inchiesta sulle Coop rosse


CATANIA. Napoleone Colajanni, alla fine degli anni Cinquanta,da segretario del Pci di Palermo prese «soldi dagliappaltatori per il partito». Lo rivela lo stesso Colajanni,membro del comitato centrale del Pci dal '60 all'88, inun'intervista alla "Sicilia" sull'inchiesta su mafia, appaltie coop "rosse" della Procura di Palermo. «Quei soldi, miservivano a pagare gli stipendi ai compagni». I soldi, «pochi, robetta rispettoa quello che davano allaDc», sostiene Colajanni, erano«una forma di assicurazionea sinistra» e «non compromettavano»il partito «Noi _afferma _ in cambio non davamoniente». Sull'attuale inchiestadella Procura di Palermopreferisce non fare commenti:«Non so niente di precisosul piano giudiziario _spiega _ e non sono dispostoa mettere la mano sul fuocoper certi pentiti. Io Gianni Parisilo conosco benissimo: èonesto e serio. Quindi questeaccuse non le bevo. Quando diconoche Potestio ha dato soldial partito io ci credo perfettamente,perchè Potestio è unimprenditore». Ma Colajannicontesta le accuse di concorsoesterno in associazione mafiosae ricorda ai magistrati diPalermo «l'infelice esito dellasentenza Andreotti, segno chenon hanno imparato nienteda quella esperienza». Istituire subito, all'internodella commissione Antimafia,un Comitato che si occupi dellevicende legate all'indaginedella procura di Palermo. Larichiesta è di Alfredo Mantovano(An) che l'ha formalizzataal presidente della CommissioneGiuseppe Lumia conuna lettera. Mantovano inoltrescrive a Lumia che «il mancatoaccogliemnto della suaproposta avvalorerebbe i dubbisulla tua permanenza allapresidenza della commissione».Dubbi _ sottolinea il parlamentaredi An, componentela Commissione antimafia _«sorti per la tua conclamata vicinanzaai dirigenti Ds oggi indagatie per la difesa che haifatto della loro innocenza». E infine si indaga anche sugliappalti pubblici e privatidella ricostruzione post-terremotoin Umbria dopo l'arrestodei due siciliani fermatinel perugino in esecuzione diun'ordinanza di custodia cautelarein carcere emessa dallaprocura di Palermo nell'ambitodi un'operazione che ha portatoin carcere 16 persone, accusatea vario titolo di avermanovrato gli appalti.