Un pezzo di Pisa in Bulgaria La storia affascinante di cinque emigranti del calcio


PISA. Gospodinov; Orachev, Paruchev, Branimirov, Ibraimov;Baldini, Kisselickov, Parola, Dimitrov; Timnef, Cirikov.Così si schiera il Neftochimic Bourgas, serie A bulgara,quarta classificata nell'ultimo campionato, il 10 agostoprossimo impegnata a Cipro nel turno preliminare diCoppa Uefa. Cosa c'è di strano? Riguardo a tutti quei cognomiche finiscono con la «v» proprio niente. Semmai bisognachiedersi: cosa c'entrano, con quell'undici bulgaro,Andrea Parola da Marina di Pisa e Guglielmo Baldini daMassa, entrambi ex giocatori del Pisa? Prima di risponderecompletiamo il quadro, visto che il direttore sportivodel Neftochimic è Sergio Borgo, il ds artefice della promozionedel Pisa dai dilettanti alla C2. E italiani, italianissimisono anche il direttore generale Vittorio Mungai (giàcollaboratore della società di piazza Mazzini ai tempi propriodel Campionato Nazionale Dilettanti) e l'allenatoreSalvatore Polverino. Insomma, c'è più di un motivodi curiosità in tutta questavicenda e una storia che meritadi essere raccontata. All'originedi tutto c'è Vittorio Mungai,il quale da tempo lavora in Bulgaria(vende tessuti) e si è portatodietro la passione per il calcio.Entrato nel Neftochimic,Mungai ha pensato bene di metterea fianco a sè un tocco dibiancorossoverde. Subito quindila chiamata all'amico SergioBorgo, che nel frattempo avevalasciato lo Spezia. All'inizio,Borgo doveva assicurare solouna consulenza, una settimanaal mese. Poi l'impegno è diventatototale. Il resto, ovvero gli ingaggidi Parola e Baldini, sonostati una conseguenza. Questo «trasloco» di italiani èstato reso possibile perchè ilclub di Bourgas, in rapporto allarealtà bulgara, può esseresenza dubbio considerato ricco.Alle spalle ha un colosso russocome la Petrol e dispone di unbello stadio, con una capienzadi 30mila persone. Il livello dellasquadra, che ha nei suoi ranghiquattro nazionali bulgari?«Una buona serie B italiana»,dice Borgo, il quale nel frattempoha imparato un po' di bulgaroa tempo di record e, mischiatoall'inglese, dalla panchina fada interprete per il suo tecnico. Per Andrea Parola, come perBaldini, questa in terra bulgaraè sicuramente un'avventura,ma anche una grande esperienza.Con un respiro e con prospettivedi carriera che, rimanendobloccato nei dilettanti toscani,non avrebbe mai avuto.Una vetrina anche di Coppa Uefada giocarsi con un pizzico difortuna a 21 anni non è cosa ditutti i giorni. Senza contare il record:quello di essere il primocalciatore italiano nel campionatodella Bulgaria. Andrea Parola, avrestimai creduto, fino a pochi mesifa, di poter giocare in unaserie A all'estero? «Mai. E non è stata una decisionesemplice. Tremila chilometridi distanza sono tanti. DaMarina di Pisa a Bourgas il saltoè notevole». Sei il primo italiano che arrivaa giocare in Bulgaria... «Un motivo in più per far bene.Potrei fare da apristradaper altri colleghi italiani. Saràuna scommessa affascinante,ma la posta in palio è alta». Sei in prestito?? «Sì, il mio cartellino appartieneancora al Pisa». Dove potresti tornare traun anno... «Il mio obiettivo è quello ditornare un giorno in Italia. AlPisa? Vedremo». Com'è arrivata la chiamatadel club bulgaro? «Attraverso il dg Mungai e ilds Borgo. Due persone conosciuteal Pisa. Il Neftochimic miaveva già contattato nella passatastagione, ma decisi di andarea Poggibonsi nel Cnd per giocarecon continuità. Una sceltavincente, visto che ho ripresoun po' di fiducia in me stesso». L'anno calcistico che staper iniziare, invece, potrebberappresentare quello dellasvolta... «Lo spero. Sono consapevoleche in Bulgaria mi giocherògran parte del mio futuro professionale». Per di più ci sarà anche lavetrina europea, con il 10agosto il primo turno di coppaUefa contro i ciprioti dell'Omonia... «Un sogno - confessa Parola -,speriamo di passare almeno unpaio di turni». Hai già avuto il tempo pervisitare Bourgas? «Ci sono già stato un paio divolte. La prima, per prenderecontatto con la nuova realtà; laseconda, per svolgere una settimanadi ritiro con i miei nuovicompagni. Poi siamo scesi inItalia. L'impressione di Bourgasè stata ottima, non me l'aspettavocosì bella. La città èsul mare. Abiterò in centro. Emolto probabilmente la mia fidanzatami seguirà». Così il distacco dagli affettisarà meno duro... «Non sarà facile vivere lontanodagli amici e soprattutto daifamiliari. Mia madre ancora devedigerire la mia lontananza». C'è stata qualche telefonatainaspettata per complimentarsicon te? «Di telefonate ne ho ricevutetante. Soprattutto dagli amiciche mi hanno spinto ad accettarel'offerta del Neftochimic. Citengo a ricordare Claudio Tolaini,mio allenatore alla Garzellaquando ero un bambino. E' rimastoil mio primo tifoso». In queste prime settimanedi lavoro hai riscontratogrosse differenze tra il calciobulgaro e quello italiano? «La serie A bulgara può avvicinarsiad una C italiana di altolivello. Giocatori tecnici ce nesono, ma è l'aspetto tattico cheè carente». E l'accoglienza da partedei nuovi compagni? «Sono stati tutti molti disponibili.Non è stato facile neppureper loro». La lingua? «Mi arrangio un po' con l'inglese.Il bulgaro è difficilissimo,per non parlare dello scritto». Ricordi un aneddoto simpaticodi questo tuo primomese bulgaro? «I miei compagni mi hannoutilizzato come interprete peravvicinare alcune ragazze conosciutedurante il ritiro italiano.Ne sono venute fuori conversazioniimproponibili». Torniamo al calcio. Emozioniparticolari per il ritornoall'Arena da ex? «Sono già alcuni giorni chesono in tensione. Quando metteròpiede sul prato dell'Arenami verranno i brividi. Spero divincere, mio malgrado». Ultima domanda: seguiraile vicende nerazzurre dallalontana Bulgaria? «Certo. Mi terrò sempre informatosull'andamento del Pisa,sperando in una conclusionepiù fortunata rispetto a quelladella passata stagione». Al Neftochimic, al contrariodi quanto si pensava, non è inveceandato Federico Balestri,per il quale potrebbero comunqueaprirsi le porte di un'altrasquadra bulgara di serie A.

Francesco Loi e Dario Bozzi