Boschi attacca Genovese: «Solo flop» Il direttore: «Nessuno del gruppo collaborerà con il nuovo curatore»


LUCCA. Dure critiche al programma curato da Renato Genoveseda parte di Luca Boschi che, dopo sei edizioni come direttoreculturale e oltre 20 anni di collaborazione con LuccaComics attacca la decisione di liquidare l'Ente Garnier. «Ilgruppo che ha costruito la nuova credibilità della manifestazione,a cominciare dal sottoscritto, non parteciperà all'ipoteticagestione di Renato Genovese», sottolinea Boschi. «La gente del settore lo sa daoltre due mesi - aggiunge Boschi- ma a Lucca si è addiritturaaffermato il contrario. Forseper evitare domande a rischio,dopo che io e il coordinatoredi Lucca Games, BeniaminoSidoti, avuta l'assicurazionedi proseguire nei lavori perconto del Garnier, siamo statiinvece bloccati. Ciò è avvenutoquando il sindaco ha espressonei fatti la volontà di smantellarel'ente, mentre il consigliodi amministrazione lavoravaper renderlo più efficente.In contemporanea, Genoveseproponeva al sindaco una versionealternativa della gestione,suscitando polemiche e richiestedi spiegazioni. Da partemia, ho chiesto chiarimenti alsindaco, al presidente dellaProvincia e ai membri del Cdadell'ente. Ho inviato anche unpiano di mostre, anteprime,ospiti internazionali e incontrididattici che spaziavano nell'ambitodella musica, del cinemae della letteratura. Un programmaappetibile e come sempreassai economico, grazie alleconoscenze personali che altrinon possono vantare. Dalsindaco, entro il termine ultimodella fine di maggio, indicatoper attuare il piano, nessunarisposta, evidente segnaledella scelta definitiva di un diversogruppo di lavoro». Secondo l'ex-direttore è sbagliataanche la scelta deglieventi per rilanciare Lucca Comics& Games di novembre. «Ifatti della settimana scorsahanno mostrato a tutti la fallaciadella scelta fatta, dopo lapubblicazione dell'imbarazzanteprogramma prospettato: TopoGigio, la mostra su PattyPravo, la storia del Brasile e ipupazzoni di Pokemon "allaGabibbo". E i Comics dove sono?E la cultura? Tutto ciòavrebbe snaturato la manifestazioneattirandosi le critichedella gente del settore e degliappassionati. Nemmeno ci hastupito il discutibile rapportoqualità-costi che ha fatto naufragarela trattativa tra Genovesee ufficio cultura. Ce loaspettavamo. Chi ha dimenticatocome la mostra dedicata aNirvana nel 1988, voluta da Genovesea costo zero, senza ilmio gradimento nè quello delpresidente Del Carlo, alla finesia invece costata da sola oltre40 milioni? Più dell'intero budgetculturale a mia disposizioneper tutte le iniziative. Nonlo hanno dimenticato i collaboratoriculturali (ufficio stampa,grafica, curatori vari), chein quella edizione, per non gravaresul bilancio, hanno accettatodi congelare il propriocompenso. E il momento del disgeloancora non è giunto».

Massimo Mannari