Aereo cade in mare a Giannutri Salvi i quattro occupanti, il velivolo si è subito inabissato


PORTO S. STEFANO. E' finita nelle acque di Giannutri la gita in aereo di quattro amici romani. Il loro Cessna 172 si è inabissato alle 17,15 di ieri a Cala dello Scoglio; gli occupanti, prima che il velivolo colasse a fondo, hanno fatto appena in tempo a uscire dalla carlinga e a raggiungere a nuoto la riva distante una cinquantina di metri. Sono stati immediatamente soccorsi dallo staff della guardia costiera ausiliaria e dagli uomini della Forestale che hanno un distaccamento sull'isola. Protagonisti della brutta avventura sono stati W.D.S. di 51 anni, che pilotava il velivolo; C.R. di 21 anni, M.F. di 22 anni e L.G. di 24 anni. Non hanno riportato conseguenze, ma hanno perso tutti i bagagli ed i documenti. Nel tardo pomeriggio alcuni sub hanno cercato di recuperare gli oggetti personali dei naufraghi ed hanno controllato anche i danni al velivolo. Da una prima ricostruzione è risultato che il Cessna 172 aveva lasciato l'aeroporto romano dell'Urbe, sulla Salaria, nella prima mattinata. L'aereo era poi atterrato a Marina di Campo; sino alle 16,30 i quattro romani erano rimasti all'Elba, quindi il decollo per il ritorno a Roma. All'altezza dell'isola di Giannutri, il velivolo ha cominciato ad andare in avaria. A quel punto il pilota ha deciso di scendere e c'è stato un ammaraggio, cinquanta metri al largo di Cala dello Scoglio. Erano le 17,15. I quattro sono usciti dalla carlinga e hanno raggiunto la riva. Subito dopo il Cessna si è inabissato. E' stato allertato anche il 118; l'eliambulanza, però, non si è alzata in volo in quanto per i quattro solo spavento e leggerissime contusioni. E' stata aperta una inchiesta per mettere a fuoco le varie fasi dell'incidente ed anche le possibili cause. Non è la prima volta che a Giannutri avvengono incidenti che coinvolgono velivoli. Il 9 giugno del 1992 precipitò un piccolo elicottero, un Robinson 22 Mariner della Nas srl di Roma, partito da Roma Urbe proprio come il Cessna di ieri. Il velicolo era condotto da un romano, funzionario di banca, che, in compagnia di un amico, stava raggiungendo l'aviosuperficie dell'isola. L'elicottero cadde in un tratto boscoso vicino Punta San Francesco e i due rimasero feriti. Il pilota, tra l'altro, era stato in seguito al centro di una doppia vicenda giudiziaria: prima come imputato di disastro colposo (assolto nel 1994), poi come parte offesa nel processo a carico della società statunitense costruttrice del velivolo e dell'impresa italiana importatrice per le lesioni colpose causate nell'incidente (assoluzione anche in questo caso, nel 1998).

Renzo Wongher