POLEMICA AL MILAN Zaccheroni, la stoffa e il sarto Berlusconi: «La merce è buona, ma dipende da chi la lavora...»


ROMA. Zaccheroni potrebbe non essere il sarto adatto per la stoffa di qualità che ha sottomano. Ad usare l'esplicita metafora è il presidente del Milan Silvio Berlusconi. Lo fa in una intervista pubblicata sul numero di `Rigore' in edicola oggi con il titolo «Berlusconi non si fida del `sarto' Zaccheroni» (`Se hai una buona stoffa devi stare attento a chi la dai', il sottotitolo). «Mi viene in mente un personaggio della mia giovinezza, che si chiamava Lizzola - racconta il presidente rossonero - Era un bravissimo sarto, e aveva per motto, a proposito della buona stoffa: attenzione a che sarto la dai... Agli schemi credo fino ad un certo punto. L'allenatore serve per tenere unito il gruppo, e alta, tra i giocatori, la voglia di vincere... Poi, la bravura di un allenatore risiede nella capacità di leggere la partita, e di introdurre in corsa i cambiamenti necessari». In ballo anche le ricorrenti accuse di un duopolio Milan-Juve. «Quando potevo seguire da vicino il Milan - commenta Berlusconi - decisioni politiche, chiamiamole pure così, se ne intravedevano, eccome... Io però avevo preso un impegno, sintetizzato in uno slogan: più forti della fortuna, più forti dell'invidia, più forti dell'ingiustizia». «Mi sembra normale - continua - tanto più nel tempo del calcio televisivo, che contino la forza, i consensi, la collocazione geopolitica, il bacino d'utenza di un club. Si dice: la Juve conta molto. Vero. Ma ha tifosi dappertutto... I rigori contro? Beh, Certe serie statistiche sono incontrovertibili...». Il presidente del Milan si sofferma poi sulla questione arbitri, proponendo tra le soluzioni quella del professionismo e dei sensori nelle porte. «Qualcosa va cambiato... - afferma Berlusconi - Per cominciare è proprio il caso di avere arbitri professionisti, giudicabili per il loro operato come ogni professionista».