ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Ortopedia, il reparto cambia marcia Rilanciata l'attivit? di protesi ma resta il problema del pronto soccorso


LIVORNO. Ha scontato, per anni, il prezzodi una concorrenza insostenibile con Pisapagando caro decine di fughe verso icentri specialistici dei due ospedali. Oggiortopedia si ? rimessa in linea coi programmi,sta contenendo le fughe ed anzi,comincia a raccogliere - soprattutto l'attivit?protesica ma anche quella ortoscopica- i frutti di un lavoro intenso e senza risparmioche l'equipe condotta dal dottorMario Spinelli, direttore dell'Uo, sta svolgendo.Basti pensare che fino al '97 le protesi,a Livorno, si realizzavano col contagocceed erano comunque legate ad interventidi emergenza traumatologica.Nel '99, invece, nell'unit? operativa di ortopediasi sono realizzate 96 protesi al ginocchioe 10 interventi di riallineamento. Inoltre 60 ricostruzioni di legamenti,160 protesi per l'anca.Ed anche nel campo dellachirurgia della spalla si stannocompiendo passi da gigante.Uno sforzo enorme che haportato a degli eccellenti risultatima che deve essere completatoe supportato da nuoviinterventi. Le aree pi? critiche?Il pronto soccorso ortopedico,la riabilitazione (dovetuttavia sono stati concentratiulteriori sforzi per allargare ilservizio). E' molto chiaro il dottor Spinelliquando analizza la situazionedel reparto che ha ereditatonel 1998. ?Ortopedia etraumatologia - spiega - risentonodel peso di una citt? con200mila persone, con un bacinodi utenza complessivo di300mila persone, della presenzaa 20 chilometri delle strutturedi Pisa con quattro primari?.Sfida delicatissima, questa,ma che Spinelli - provenienteproprio da Pisa - ha accettatomettendo in campo?n? pi? n? meno quelle risorseumane necessarie al progetto?,magari rimotivando quelpersonale che negli anni avevaperso un po' di stimoli. Cos?l'attivit? di protesi ha avutoun grosso sviluppo: la chirurgiadel ginocchio ha consolidato,nel' 99, i risultati del '98(ben 290 artroscopie), in alcunicasi miglirandoli. E progressisi sono ottenuti anche nellachirurgia dell'anca e dellaspalla. ?Sono interventi - spiegaSpinelli - che fino a qualcheanno fa erano impensabili nelnostro ospedale. La gente cercavacliniche specializzate edandava in Costa Azzurra o eracostretta a perlustrare tuttal'Italia?. Oggi ortopedia a Livorno cominciaa far gola anche a dittee strutture che offrono strumentied attrezzature scientificheperch? sanno che tipo dilavoro qui viene svolto (recentemente? stato acquistato unmacchinario che si chiama Navitrace che permette la chirurgiaortopedica al computer)e dei risultati di un costanteaggiornamento professionale. Spinelli ha ereditato il pesodi un reparto da rilanciare acquistandoanche la supervisionesu Cecina (12 i medici chelavorano con lui a Livorno, 5a Cecina). ?E in questo ospedale- dice - per la riabilitazionedeve essere fatto molto dipi??. Nel Pal, d'altronde, ci sonoindicazioni precise che vannoin questa direzione. Tra i punti critici, dicevamo,c'? il pronto soccorso traumatologico.?Noi lavoriamo 24ore su 24 - dice Spinelli - ma ilmedico di guardia spesso ? costrettoad accollarsi una grossamole di lavoro?. La nottemanca, infatti, un infermieregessista ed i problemi sono facilmenteintuibili col medicocostretto a ?sdoppiarsi?. Quantoalla riabilitazione, il primarioconferma: ?Dobbiamo lavorareper chiudere il percorsodella cura dei malati?, e dallariabilitazione dipende unbuon 50% dell'esito finale deltrattamento del malato. Anchein questa direzione si ? fattomolto: oltre ad una sala diriabilitazione al piano terradell'ospedale, esite una riabilitazionein reparto. E poi c?? lastruttura convenzionata, VillaTirrena, dove nel '99 sonostati ricoverati 202 pazienti.Anche in questo settore, Livornodeve fare i conti con unaconcorrenza di qualit? (CascianaTerme). Ma non ? unanovit?. E la sfida della concorrenzasi batte con risposte diqualit?.di Andrea Rocchi