il Tirreno — 12 gennaio 2000
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sezione: LUCCA
LUCCA. Gli studenti e la pena di morte. Un tema discusso e dibattuto nel mondo della scuola alla luce delle recenti esecuzioni capitali avvenute in alcuni stati confederali degli Usa. All'istituto professionale per il turismo «Sandro Pertini» i ragazzi hanno realizzato una serie di elaborati dai quali è emerso il loro fermo rifiuto all'affermazione della morte sulla vita. Tra i vari temi gli studenti Castellano e Serafini della 3A OIT sostengono con forza il loro «no alla pena di morte» ritenendola «inutile» in quanto «non può riportare in vita un essere umano» e «un criminale ha il diritto a continuare a vivere perchè potrebbe cambiare e riconoscere i suoi errori». I due studenti hanno cercato di analizzare il problema della pena di morte attraverso un elaborato con tesi e antitesi partendo dalla semplice domanda: E' giusta o meno la pena di morte? «Noi pensiamo - sostengono Castellano e Serafini - che sia del tutto sbagliata, dal momento che nessuno, nemmeno la legge ha il diritto di uccidere un'altra persona, poichè la vita è un dono di Dio. Niente, neanche la morte, può essere utile per riportare in vita un essere umano ucciso in precedenza; quindi è meglio offrire all'assassino la possibilità di poter sviluppare e maturare la propria personalità e di riflettere sulle proprie colpe. Ma è anche vero che un omicidio è l'annullamento totale di tutte le regole sia nei confronti della legge sia di fronte a Dio. Ci sono persone confuse e disperate, piegate a questo male, che ritengono che la cosa migliore sia la pena di morte. Per loro un assassino o delinquente non può continuare a vivere dopo aver ucciso un suo simile. Noi non siamo d'accordo e riteniamo che sia profondamente ingiusto nei confronti della nostra società. A nostro avviso non è vero che un criminale non ha il diritto di continuare a vivere poichè potrebbe cambiare, redimersi: la miglior vendetta è il perdono». «Sulla questione - concludono i due studenti - si dibatte a lungo tra le potenze mondiali e non si è ancora arrivati a una decisione conclusiva. In molti paesi la pena di morte è ancora in atto (vedi Usa e Cina) mentre in tanti altri non è mai stata introdotta o è stata abolita».