Pistoia. Sequestrati i libri contabili della cooperativa religiosa che conta decine di adepti Indagini sul «papa della montagna» Prete scomunicato di Gavinana nel mirino della Procura


PISTOIA. «Emanuel II»: questo ilnome che, alla morte del suo predecessore,ha scelto proclamandosi papa.Sono ormai dieci anni che donSergio Melani, sacerdote originariodi La Spezia, è alla guida della piccolacomunità religiosa che ha sede aGavinana, nel comune di San MarcelloPistoiese. Da tempo la Chiesa lo hadi fatto scomunicato, sospendendolo«a divinis» dalle sue funzioni di sacerdote.Davanti al tribunale ecclesiasticodella Diocesi di Fiesole, a cuiil sacerdote appartiene, è in corsoinoltre il processo per la riduzione allostato laicale, aperto in seguito allarichiesta avanzata dal vescovo di Pistoia.Ma adesso per il «papa dellamontagna» è arrivata una tegola giudiziariadi altro tipo. La procura dellaRepubblica di Pistoia ha aperto un'inchiestapenale. La polizia giudiziariaha sequestrato tutti i documenticontabili della comunità. Nel mirino, le regole, ferree,alle quali gli adepti devono sottostare,prima fra tutte quellache, per la salvezza dell'anima,obbliga alla donazione di tutti ibeni terreni alla comunità. Sulla vicenda, per il momento,don Sergio Melani preferiscenon fare commenti. «Nonho alcuna dichiarazione da fare- ci ha detto al telefono - Voifate pure il vostro lavoro. Maper adesso preferisco non parlare.E prematuro». La comunità religiosa di Gavinanaè nata da una normalecooperativa che fu costituitanegli anni Cinquanta. Fu lastessa società ad acquistare ilterreno e a costruire l'albergo«Dolomiti», oggi sede della comunità.Anche se non ricoprivafunzioni direttive, don LuiginoFrediani era un po' l'animadella cooperativa. La comunitàreligiosa mosse i suoi primipassi verso la metà degli anniSettanta, quando il sacerdoteinizò ad avere - a sua detta -delle rivelazioni divine. Manmano la cooperativa assunsesempre più un carattere religiosoe don Frediani si proclamòPapa con il nome «EmanuelI». Le rivelazioni divine simanifestavano (così come ancoraoggi) per bocca di un'anzianadonna del paese, definitacol nome di «ostia consacrata».I messaggi divini riguardavano,e riguardano, questioni epersone ben precise: comandi«ad personam» a cui quel determinatofedele deve obbedire.Alla fine degli anni OttantaEmanuel I morì e a lui succedetteil suo discepolo don SergioMelani. Attualmente la comunità religiosaè guidata da un consiglioche ha il compito di trascriverei messaggi divini e comunicarliai fedeli. Nell'ex albergo«Dolomiti», ora registrato alcatasto come sede della comunitàe casa di riposo per gli adepti,risiedono stabilmente unaquindicina di fedeli, quasi tuttianziani. Ma il numero degliadepti ammonta ad alcune decine:periodicamente arrivano,anche da altre regioni, per parteciparealle riunioni di preghiera(funzioni nelle quali èobbligatoria un'offerta permantenere la comunità). La polizia giudiziaria dellaprocura ha sequestrato la documentazionecontabile dellacooperativa, sarà adesso compitodel magistrato, in base alleeventuali prove raccolte,chiedere o meno il rinvio a giudiziodel sacerdote. Sui reatiipotizzati gli inquirenti ancoramantengono il riserbo.

Massimo Donati