Un tuffo nella civiltà della castagna grazie al libro di Rolando Nesti


PRATACCIO. Se i nostri antenatisono riusciti a sopravvivereper secoli strappando aquesta difficile terra i pochifrutti che aveva da offrire, ilnostro primo dovere è quellodi non dimenticare la loro opera.E con questo spirito che RolandoNesti, pensionato prataccino,cultore di storia locale,ha pubblicato «Là dove finisceil pane», una ricerca sugli usi,sulle tradizioni, sulle proceduredi lavorazione, ma anchesulle implicazioni sociali diquella che qualcuo ha chiamatola civiltà della castagna. Unlibro agile, asciutto che nonvuol fare filosofia, ma si limita(e scusateci se è poco) a ricordareagli anziani tutte le operazionilegate alla produzione dellafarina dolce ed a raccontareagli ignari e benestanti nipotiquello che i loro nonni facevanoper nutrirsi. Anzi è proprioa questi che Nesti dedica lasua maggiore attenzione. La dedicache l'autore ha fatto sulfrontespizio del libro parlachiaro: «ai nostri cari nipoti».E nipote, in questo senso, nelsenso che intende Rolando Nesti,alzi la mano chi non lo è. Rapiti da computer e telefonini,questo libro rappresentaun valido strumento per riappropriarsie riassaporare tuttauna serie di valori che sono statidimenticati, ma che ognimontanino doc sa di avere nelDna. Rolando Nesti non è nuovoa pubblicazioni di questo tipo,ha già pubblicato due ricerchesui mulini ad acqua e sullalavorazione del ghiaccio. Questapubblicazione, come le altredue, è arricchito da unatrentina di tavole disegnate amano dall'autore che vengonoin aiuto alle parole per raccontarela raccolta, l'essicazione,la battitura e tutte le altre fasiche ci sono fino alla preparazionedei necci. Lo spirito della memoria perle tradizioni è un po' lo stessoche anima anche la casa editrice,la cooperativa «Itinerari»,agenzia di servizi turistici eculturali presieduta da MarcoTempestini che ha fatto propriol'appello lanciato a modosuo da Rolando Nesti come valoreculturale da non disperdere,ma anche come possibilitàdi sviluppo in senso turistico.Non a caso la cooperativa hascelto la data della presentazionedella sua prima fatica comecasa editrice, per presentare alpubblico le proprie attività.