In migliaia per l'ultimo saluto a Nilde Sfilano tutti i politici, commozione popolare. Oggi i funerali


ROMA. Nilde Iotti è morta nella nottetra venerdì e sabato nella clinica VillaLuana di Poli, sui monti Prenestini a circa50 chilometri da Roma, dove era curatadal professor Mario Spallone e dove era ricoveratada alcuni giorni, dopo l'aggravamentodelle sue condizioni. La crisi cardiacache ha provocato la morte si è verificataa mezzanotte. «Non è stata una sorpresa,purtroppo - ha riferito il prof. Spallone- poiché sapevamo che stava per accadere».Il progresso del tumore ai polmoniera lento e a carattere alternato, ma nondava molte speranze: da circa un mese laIotti entrava e usciva dalla clinica di Poli:appena c'era un miglioramento preferivatornarsene a casa. «Nilde ha sofferto con dignità», ha ricordatoSpallone, come ha sempre fatto nellasua vita. Dell'ex presidente della Camerail medico ha ricordato, inoltre, che volevaessere informata di tutto della sua malattiaal polmone che si era manifestata giàdue anni fa. Nilde Iotti era curata sia quiche nella clinica romana degli Spallone, eil figlio del professore, Giancarlo, la seguivaanche quando era a casa. Ai giornalistiche gli chiedevano quale fosse stato il suoultimo pensiero, Spallone ha risposto:«L'ha dedicato all'Italia». Si terranno oggi alle 15 inpiazza Montecitorio i funeralidi Stato dell'ex presidente dellaCamera. A prendere la parolasaranno Walter Veltroni,Livia Turco, Tina Anselmi,Oscar Luigi Scalfaro eGiorgio Napolitano. Chiuderàla cerimonia un salutodel presidente della CameraViolante. Lo stesso Violante,assieme al presidente del ConsiglioD'Alema, ricorderà la figuradell'illustre scomparsa,nella commemorazione ufficiale,che avrà luogo nell'auladi Montecitorio giovedì alleore 16. Ieri è stata la giornata dell'omaggioe del triste pellegrinaggioa Montecitorio, un pellegrinaggiodi massa che havisto oltre 20mila persone avvicendarsinel saluto all'expresidente della Camera. Il feretrodell'onorevole Iotti è arrivatoalle 9 alla Camera, salutatoda un picchetto militare.Dalle 10 alle 20 di ieri (e siproseguirà dalle 9 alle 13 dioggi) la sfilata dei cittadininella sala della Lupa di palazzoMontecitorio. Tutte le massime carichedello Stato, i politici (Veltroni,Fini, Bertinotti, Boselli),due ministri, Visco e Amato,giornalisti, Eugenio Scalfarie Giulio Borrelli, qualche attore,Gigi Proietti e Paola Pitagora;ma, nella cornice istituzionale,si sono visti anchemoltissimi giovani tra la follagiunta alla Camera. «E' statala cosa che mi ha colpito dipiù - ha confidato la figliaadottiva di Nilde Iotti, MarisaMalagoli, presente per ore accantoal feretro - la presenzadi tutti questi ragazzi. Si diceche sono lontani dalla politicae questa partecipazione dimostrache non è vero. E ciòè dovuto anche al fatto che leiè stata una persona, oltre cheuna figura politica». Già nella mattinata sono arrivatialla Camera il capo delloStato Carlo Azeglio Ciampi,il presidente del ConsiglioMassimo D'Alema, nel pomeriggioanche il presidente delSenato, Nicola Mancino. A riceveretutti gli organi istituzionaliil presidente della Camera,Luciano Violante, pertutto il giorno a Montecitorio,così come una delegazionedei Ds, guidata da Mussi. Fuori e dentro la sala dellaLupa, tante corone di fiori: daquella del Quirinale a quelladel medico personale dellaIotti, il dottor Spallone. Coronedi fiori anche dal ministrodell'Interno, Jervolino, dal capodella Polizia, da RifondazioneComunista, dal Pdci,dalla federazione romana deiDs, dai compagni siciliani,dalle donne dei Ds. Poche parole oggi, qualcunanon istituzionale. GigiProietti si lascia andare aduna sua considerazione: «Bisognaprendere esempio dallospessore e dalla coerenzadi persone come lei», SusannaAgnelli esce senza dir nulla,Gianfranco Fini osservache potrebbe solo ripetere lecose già dette ieri, perchè«non si cambia opinione, anchesu questo», puntualizza. Tanti i ricordi personali,sussurrati dentro la sala dellaLupa, mentre fuori pioggiae grigiore sembrano incorniciarela commozione che avvolgeMontecitorio. Uno deipiù stretti collaboratori delministro Visco, per anni segretariodella storica sezioneCampo Marzio, rammenta diquando portava a Montecitoriopersonalmente la tesseradel Pci alla Iotti. E poi tante donne e le compagneche la conoscevano sedutea ricordare la sua figura,il suo esempio. Anche unasuora, nata a Reggio Emilia,si avvicina a Veltroni e alla figliadella Iotti per porgere unsaluto, ricordarne la personalità.E tra i giornalisti a Montecitorio,passa di mano inmano una voluminosa cartella,con decine di fogli: sono itantissimi messaggi via Internetinviati da militanti per lopiù sconosciuti. «Grazie», laparola di gran lunga più ricorrente.