Evasione fiscale: manager sotto inchiesta Fatture false per un video inesistente di Zucchero Fornaciari


BOLOGNA. Un giro di fatture false per centinaia di milioni, che sarebbero servite per evadere il fisco, ha messo nei guai alcuni dei manager musicali più famosi d'Italia. Ieri mattina il Gip di Bologna Arnaldo Rubichi si è riservato la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio del Pm Enrico Cieri a carico di Michele Torpedine, ex manager di Zucchero e attuale manager di Andrea Bocelli, dei suoi fratelli e soci in affari Liliana e Gaetano, di un altro suo socio, Filippo Raspanti, e di un tenente colonnello della Guardia di Finanza, Giuseppe Moscuzza, già mandato a processo insieme ad Alberto Tomba sempre per una vicenda di evasione fiscale. Un altro nome importante del panorama degli imprenditori musicali, Mauro Malavasi, produttore discografico e titolare di uno studio bolognese dove incidono anche Lucio Dalla e Gianni Morandi, ha già patteggiato in una scorsa udienza davanti al Gip 3 mesi e 10 milioni di multa, insieme alla moglie e socia Elisabetta Paselli. Infine Fio Zanotti, maestro molto noto (di recente, ad esempio, ha diretto l'orchestra nel programma di Adriano Celentano su RaiUno) e produttore di Anna Oxa, ha chiesto al Gip di patteggiare e il Pm Cieri ha dato il suo consenso. Anche su questa richiesta Rubichi si pronuncerà il 3 dicembre. Le accuse per tutti sono di frode fiscale e false fatturazioni; per Michele Torpedine e il tenente colonnello Moscuzza c' è anche la corruzione e il falso ideologico. L'accusa per l'ufficiale è quella di aver consigliato a Torpedine come fare per giustificare una vecchia fattura emessa per prestazioni che non sarebbero mai state fatte e che sarebbe servita per evadere il fisco. Fattura su cui era già incentrata l'attenzione del Pm Cieri, lo stesso che ha indagato su Tomba. Moscuzza avrebbe consigliato di montare un video con vecchie immagini di Zucchero, dicendo che la fattura era servita proprio per realizzare il filmato del cantante reggiano. L' indagine infatti era partita da Ferrara, dove vennero arrestati i titolari di una società che produce programmi per tv locali e che avrebbe emesso la fattura falsa. Il contatto tra il colonnello della Finanza, ora trasferito a Venezia, e il manager sarebbe avvenuto proprio durante una acquisizione di documenti nell'ufficio di Torpedine. E in cambio dei consigli forniti il finanziere avrebbe ricevuto un telefono cellulare, di un modello allora appena messo in commercio e del valore di tre milioni.