La città inaccessibile Sono ancora troppe le barriere architettoniche


Marciapiedi, pontigiardini e piazzedi Paolo Toccafondi QUARRATA. «Vietato iltransito ai portatori di handicap».Questo il cartelloche si potrebbe appendere aiconfini del territorio comunaledi Quarrata. Nonostantesiano stati fatti nuovi lavoriper ripristinare la viabilitàpedonale, ancora oggi sicontinuano a mantenere barrierearchitettoniche che costringonoi portatori di handicapa rimanere a casa o comunquea dover dipenderesempre da qualcuno. La storia è vecchia ma,purtroppo, ancora d'attualità.Basta vedere i lavoriche in questo periodo interessanoil marciapiede checirconda il giardino della Pinetaper accorgersi che nonè stato realizzato alcuno scivoloin direzione della chiesa:così chi è costretto suuna carrozzella per salire oscendere ha bisogno di unaccompagnatore. Non restache sperare che dalla parteopposta, dove i lavori devonoessere ancora completati,se ne tenga conto. Le barriere architettonichea Quarrata dunque nonvogliono proprio cadere. Losi può vedere anche dai lavorieseguiti nel centro, a partiredall'area Delta dove èstato ristrutturato egregiamenteil ponticino che servea raggiungere le scuole: siada una parte sia dall'altrac'è una scalinata ma nessunoscivolo. Ci sono poi i marciapiediche circondano le piazze delcentro città da uno o (comein piazza Risorgimento) dadue lati: tutti frappongonouno scalino insormontabile -o comunque molto scomodo- per chi volesse percorrerliin carrozzella. Ma l'elenco delle strutturesia pubbliche ma ancheprivate off limits per chi haproblemi di deambulazionepotrebbe proseguire a lungo. Forse quello che manca aQuarrata è proprio la mentalitànecessaria per costruireuna città accessibile ancheai portatori di handicap. Nonostanteil Duemila sia ormaialle porte, siamo lontanida altre realtà che garantisconouna piena vivibilitàa tutti i cittadini. L'unica speranza è che ilprogetto di una città a misurad'uomo cui ha aderitol'amministrazione comunalesia l'occasione per far ricordarea chi di dovere cheanche coloro che hanno handicapfisici hanno tutti i dirittiper vivere nella comunitàin piena autonomia e libertàdi movimento.