Interventi al cervello con l'endoscopio


PISA. Nuova tecnica nell'Azienda ospedaliera pisana perdelicate operazioni al cervello, soprattutto nei bambini. Sitratta di interventi finora praticati in maniera diversa, piùcomplicata e tale da non avere sempre risultati ottimali,ma che adesso, con l'uso dell'endoscopio, diventano più velocie semplici e soprattutto possono dare una guarigionecompleta in un'altissima percentuale di casi. Già praticata in quattro centri italiani (Torino, Bologna,Roma e Firenze) da circa quattro anni, d'ora in poi vieneeseguita anche a Pisa, presso l'unità operativa di neurochirurgiadell'Azienda ospedaliera pisana, unità diretta dalprofessor Rinaldo Cantini. I medici pisani hanno acquisito la tecnica dal dottor LorenzoGenitori, direttore della neurochirurgia pediatricadell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Genitoriè stato tra i primi in Italia a realizzare questo intervento:è uno dei maggiori esperti a livello europeo, con 134 bambinioperati in quattro anni. I primi due interventi nell'Aopsaranno realizzati sabato prossimo dal dottor Antonio Pieri:in quella occasione Genitori sarà a Pisa e terrà una lezione,nell'aula magna di clinica pediatrica, sull'utilità dellatecnica endoscopica nella patologia neurochirurgica infantile. A spiegare l'intervento ed i casi in cui viene praticato è ilneurochirurgo Antonio Pieri, che ha già eseguito diversi diquesti interventi a Torino. «Si tratta di una tecnica - chiarisce- nata per bambini e poi praticata anche per gli adulti,utile nei casi di idrocefalo congenito, di idrocefalo tumorale,per cisti congenite o per eseguire biopsie, per tumori intraventricolari,ed arrivare a luoghi difficilmente accessibili.Finora si metteva ai pazienti una specie di drenaggio cheportava complicanze di tipo infettivo o meccanico: potevainsomma infettarsi o rompersi e comunque era spesso necessariointervenire più volte. Si inseriva al paziente unaderivazione ventricolo-peritoneale o ventricolo-atriale perregolare il fLusso del liquido cerebrale. Ora, con questanuova tecnica, si pratica un piccolo foro nel cranio e si entracon un endoscopio di tre millimetri di diametro: si produceun'apertura di quattro millimetri circa sul pavimentodel terzo ventricolo cerebrale che consente di bypassare ilblocco tumorale o congenito che provoca l'idrocefalo, per ripristinareil flusso fisiologico di liquido verso la zona diriassorbimento. Alla fine dell'intervento il paziente non èpiù costretto a portare protesi valvolari che comportano irischi a cui si è accennato e si ha un'alta percentuale di guarigionidefinitive. Nell'idrocefalo ostruttivo intorno all'85%dei casi, nell'idrocefalo comunicante (una forma più grave)in circa un terzo dei casi. L'intervento dura in tutto una decinadi minuti: il costo dell'attrezzatura necessaria è statocomplessivamente di circa trenta milioni di lire». Domani verranno eseguiti i due primi interventi pisani:su una bambina di 12 anni, per una cisti subentrata dopoun tumore benigno, e su un ragazzo di 19 anni, già sottopostoa quattro operazioni e affetto dalla nascita da idrocefalo.La neurochirurgia pisana si pone all'avanguardia nonsolo su questa tecnica ma anche su tutte le patologie di interesseneurochirurgico.

Candida Virgone