28 ottobre 1999 —
pagina -1
sezione:
Livorno
LIVORNO. Con il fucile inmano e la cartucciera ben rifornita,un uomo di 25 annistava tranquillamente cacciandonella zona del Cisternino,un'area dove l'attivit? venatoria? consentita. Tuttonormale, quindi, se non fosseche il giovane era sprovvistodi porto d'armi e di ogni altrodocumento venatorio. E si badibene, non li aveva dimenticatia casa come in un primomomento ha cercato di sosteneredi fronte alle Gav dellaProvincia che stavano effettuandoil controllo: la verit?,emersa poco dopo, ? che nonaveva mai conseguito il portod'armi, quindi pi? che di cacciatorebisognerebbe parlaredi bracconiere. Insomma, era andato a caccia,ovviamente armato di fucilee cartucce ma sprovvistodi porto d'armi. Un comportamentoavventato che avr?per lui conseguenze molto pesanti.Trattandosi di un'ipotesidi reato penalmente perseguibile,le Gav della Provincia- che secondo la legge nonpossono svolgere attivit? dipolizia giudiziaria ma solo dipolizia amministrativa - hannoimmediatamente chiamatoper radio il Comando e richiestol'intervento di unapattuglia della polizia Provinciale. Gli agenti sono subito intervenuti,provvedendo a sequestrareil fucile e le cartucce edenunciando il giovane perporto abusivo d'arma. Perquesta fattispecie di reato ?consentito, facoltativamente,l'arresto: poich? il bracconierenon aveva precedenti penalie visto che ancora non avevacacciato alcuna preda, lapolizia Provinciale si ? limitataa denunciarlo a piede libero.Visto che inoltre non avevail tesserino venatorio, l'assicurazione,l'Atc e gli altridocumenti venatori, ? scattataanche una lunga serie disanzioni amministrative. Il fatto risale allo scorso finesettimana, durante il qualele Gav della Provincia e lapolizia Provinciale hannocompiuto numerosi controllinel territorio livornese, svolgendoanche attivit? di informazioneper quelle norme -come la caccia a storni e passeri- che stanno provocandogrande incertezza tra i cacciatori.(a.gu.)