E intanto i biancazzurri assaporano la felicità di un dopo vittoria Il ritorno di Maccarone Il Prato strappa l'attaccante al Varese


PRATO. Il presidente Andrea Toccafondi lo aveva quasianticipato con il suo: «Siamo sempre sul mercato» e puntualmenteè arrivato un altro colpo settembrino. Non si ètrattato di un vero colpo quanto di un ritorno. E' di ieri lanotizia del rientro a Prato di Massimo Maccarone. Il centravantiche dopo la stagione in biancazzurro era stato giratodal Milan, sua società d'appartenenza, al Varese eche ora, dopo sole quattro giornate, complici alcune incomprensionicon mister Beretta, rientra in Toscana. La stagione di Maccaronein riva al Bisenzio era stata acorrente alternata. Sei reticomplessive di cui tre su rigore.Un po' poche per un numeronove ma le attenuanti nongli erano mancate, iniziandodagli obblighi di leva che neavevano indubbiamente minatoil rendimento. Maccaronetorna ora con un bagagliod'esperienza maggiore, liberoda impegni, in un ambienteche già conosce e prontissimoad accoglierlo a braccia aperte.A lui Esposito oltre che uncontributo nella manovrachiede qualche gol. Con l'arrivodi un'altra pedina offensiva,che segue di poco quellodi Gissi, il centrocampistaprelevato dal Novara, lo scacchierea disposizione di Espositosi fa sempre più completo.Non è da escludere, tuttavia,che qualcuno già dalleprossime ore si muova sullarotta opposta. Nella settimanascorsa si era parlato di Cellinie Bogdanov come probabilipartenti. In prestito, per farsile ossa, il primo, definitivamenteil secondo che, dopouna lunga assenza, domenicasi è rivisto in campo seppurper uno spezzone di partita.Mezz'ora in cui l'ex rossoneroha anche sfiorato il gol.Gol che, invece, non è sfuggitoa Manuel Vivani, fra i miglioricontro il Viareggio, edautore di un gol di pregevolefattura, confezionato in collaborazionecon Brunetti ed altermine di un doppio dribblingubriacante. «Non sapevopiù che fare - così Vivanisubito dopo la gara - Mi sonotrovato il pallone sul sinistro,che non è il mio piede, ed hocalciato. E' andata bene. Disolito i gol li faccio con il destro.Con l'altro piede non stoneanche tanto a guardare». Ilfantasista, con una gara soprale righe, ha mostrato l'importanzadel proprio ruolo.Dando un grosso contributoin termini di manovra, tenendopalla nei momenti di caloed entrando in tutte le azionipiù pericolose. Così come Brunettiche non nasconde la propriasoddisfazione per i trepunti. Senza dimenticare lesofferenze finali e indicando,come i suoi compagni, l'episodiodel rigore come momentodi svolta della gara. «Non hocapito la decisione dell'arbitro- ironizzava Brunetti a finegara - C'erano due giocatoria terra con la testa fracassataed è andato a fischiare rigore.Per cosa poi?». Per un fallodi mano che un po' tuttigiudicano inesistente. Primo,fra gli altri, il diretto interessato.Mario Stancanelli, prontoa giurare sulla propria "innocenza".«Avevo le bracciaattaccate al corpo». Avevadetto nel dopo gara. E a propositodell'ex livornese, la posizioneda difensore puro, giàprovata in Coppa Italia daEsposito ha pienamente convinto.(l.s.)