IL PERSONAGGIO IN ROSSONERO Moreno Longo: «Sogno la A e sono disperato per la Lucchese in C»


LUCCA.Moreno Longo,cuore granata. Il difensoreè nato il 14 febbraio 1976 edè cresciuto nel Torino doveè rimasto fino all'agosto1997. E alla terza stagionenella Lucchese. Chi è il suo giocatorepreferito? «Per il ruolo che ricopro,dico Maldini». E la sua squadra ideale? «Il Torino della primametà degli anni Novanta.Per intenderci, quello chearrivò alla semifinale diCoppa Uefa con l'Ajax». La partita più bella acui ha assistito? «Vedo ancora Toro-Juvedel campionato 1992-93.Grande soddisfazione coigranata vittoriosi 2-1». E il gol più bello che havisto? «Una rete di Luca Mezzanoal torneo di Viareggio:una splendida rovesciatadal limite dell'area. La partitaera Torino-Padova». Qual'è stata la delusionepiù grande? «La retrocessione dellaLucchese dello scorso anno». Qual è il momento dellacarriera che ricorda piùvolentieri? «L'esordio in serie A colTorino al Meazza. Era il1994-95 e giocavamo controil Milan. Purtroppo vinseroi rossoneri per 2-1». E invece qual è stato ilmomento più difficile? «Mi ripeto: lo scorso campionatocon la Lucchese.Un'annata negativa che sperodi cancellare al più presto». Come si prepara primadi una partita? «Non ho studiato metodiparticolari per concentrarmi.Cerco soltanto di ripercorrerementalmente tuttele possibili situazioni chepossono verificarsi durantei novanta minuti per esserepronto per ogni eventualità». Come si scarica dopo ilfischio finale? «Niente di particolare. Vogliostare con la mia famiglia,in tutta tranquillità.Una curiosità: dopo una garamangio pochissimo. Sonobloccato dallo stress accumulatoe dalla stanchezza». E scaramantico? «Abbastanza, ma ho degliamuleti speciali». C'è un giocatore a cui èrimasto particolarmenteaffezionato? «Sì: è Mauro Briano, exReggina. Adesso gioca nelSavoia». Quali sono gli allenatoria cui è rimasto più legato? «Dovrei menzionarne molti.Innanzitutto RosarioRampanti che mi ha lanciatonelle giovanili del Torino.Poi, Nedo Sonetti chemi ha dato fiducia facendomiesordire in prima squadrae in serie A. Infine, DeCanio che mi ha aiutato acrescere molto sia sul pianoumano che su quello professionale». Come vive il rapportocon la categoria dei tecnici? «E sempre stato buono,non ci sono mai state occasionidi scontro». E quello con gli arbitri? «Dipende dai periodi. Avolte non ci sono problemi,in altri frangenti finiscoper perdere la pazienza eprendere delle stupide ammonizioni.E quello che miè successo domenica scorsacol Montevarchi». Chi l'ha spinto a cominciarea giocare a calcio? «Il papà di un mio amicoche abitava nel mio stessopalazzo». Qual'è stata la primasquadra in cui ha militato? «Si chiamava Lascaris,era una società di un quartieredi Torino». Qual è stato l'acquistopiù importante che ha fattocoi soldi guadagnati comegiocatore? «Ho comprato una casa aGrugliasco, vicino Torino». E difficile avere amicinel calcio? «Sì e la difficoltà è dovutaalla competitività che esistein questo mondo. Tutti pensarea curare prima di tuttoi propri interessi, anche seci sono delle eccezioni. E infattiho avuto l'occasione distringere forti legami concerte persone. Va detto ancheche ognuno ha abitudinie mentalità diverse daglialtri e questo complica ulteriormentela situazione». Ha un sogno ricorrente? «E legato alla mia professione.Vorrei ritornare sulgrande palcoscenico dellaserie A che è il massimo traguardoa cui un calciatorepuò aspirare». Hobby? «Nessuno. Preferisco dedicareil tempo libero allamia famiglia». Qual è l'ultimo libro letto? «Se questo è un uomo, diPrimo Levi: una grande testimonianza». L'ultimo viaggio? «Una vacanza in Tunisia,a Djerba». L'ultimo disco acquistato? «Si tratta di una collezionedi canzoni di Lucio Battisti.E un autore che mi èsempre piaciuto».(f.ta.)