La metamorfosi di Longo Per aiutare la squadra da terzino è diventato tornante


LUCCA. Marcatore, terzino,libero, adesso addiritturatornante. La metamorfosi diMoreno Longo continua. Dadifensore puro è diventato iljolly della situazione: ora giocaa centrocampo, con compitiben diversi rispetto a quellisvolti fino a pochi mesi fa. Devespingere sistematicamente,andare sul fondo, riforniregli attaccanti. Il primo ad esseresorpreso della nuova vesteè proprio il diretto interessato:«Ancora non riesco acrederci: ho ricoperto tutti iruoli della difesa e ora mi ritrovoquasi ala - commenta ilrossonero -. E un ruolo deltutto nuovo per me ed è normaleche incontri difficoltà.Ci vuole tempo per capire movimentie meccanismi, maper le mie caratteristiche tecnichee fisiche penso che potròfarlo abbastanza bene. Devoconfessare di non aver accoltosubito positivamente lanovità a causa dei problemiche avrei potuto incontrare.Nonostante questo mi sonomesso a disposizione del misterper cercare di svolgerequesto compito nel migliormodo possibile». Ma il giocatore potrebbe lasciarela Lucchese. E sul mercato,in attesa che nasca unatrattativa. Nelle ultime settimaneci sono stati contatticon società di B (la Salernitanaè tra queste) che finoranon hanno avuto seguito. «Lavoroin tranquillità e non milascio condizionare da questasituazione - prosegue Longo -.Finché rimarrò a Lucca miimpegnerò per cercare di regalareil maggior numero disoddisfazioni ai tifosi». Per ilrossonero le premesse percentrare l'obiettivo ci sonotutte. «Meglio non azzardareprevisioni, ma di sicuro possiamopartire col piede giusto- spiega -. L'ambiente ha ritrovatol'unità e il pubblico hasuperato le diffidenze inziali.Le motivazioni non mancano.I cosiddetti vecchi hanno stimolia mille per cancellare laretrocessione». Che, tuttavia,potrebbe pesare ancora sulmorale della squadra. «Nonlegherei la delusione dell'annopassato ai gol che in Coppaabbiamo preso negli ultimiminuti - conclude -. Subiamoper mancanza di attenzioneed è un fatto sul quale dobbiamoaccuratamente riflettere.Dobbiamo cambiare mentalitàproprio quando si avvicinail novantesimo, giocandocon maggiore grinta, maggiorevoglia di fare risultato.Altrimenti rischiamo di rovinarebelle prestazioni».

Fabiano Tazioli