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Tiziana Ghiglioni,Barbara Casini, LeeKonitz e tanti amiciper un'edizionetra poesia e memoriadi Afo Sartori PORTO AZZURRO. L'Isola d'Elba appare un'avventuraparecchio ascosa con le nostre ferrovie capaci di accumulareun ritardo di una buona mezz'ora in 80 Km. - tale èla distanza fra la mia città, Pisa e Piombino - facendo saltareogni coincidenza con i traghetti e da quella via i nerviper il caldo insopportabile, i disagi infiniti, il tempo ei soldi supplementari devoluti. Alla sera tuttavia la musicaci ha riconciliato se non con le ferrovie almeno conil buonumore. C'è stato gran fermentoquaggiù per quello visto comel'evento artistico più importantedella stagione, il momentopiù alto della vita culturaleestiva elbana. Si è aperta cosìla «Prima rassegna - MemorialFulvio Sisti», dedicata allo scarognatoartista scomparso loscorso anno, un poeta del jazz,non tanto e non solo per il magicosound del suo altosax, poetatout court per la strutturamentale fra il naif e il bohemienne. Fra le stellL del jazz convocatedalla committenza - l'AmministrazioneComunale e l'Assessoratoal Turismo di PortoAzzurro - mancavano quelleche di solito si danno convegnoa miriadi nel cielo trasparentedell'Elba. Le ha sostituiteuna luna pallida e resa opacadalle nuvole che le si sbambagiavanoattorno facendoleun suggestivo velabro. Non si può descrivere la suggestionedella buona, taloragrande musica in uno splendidoangolo di mondo come i bastionidi San Giacomo all'interno(fino al «limite invalicabile»)di quello che un tempo eraconsiderato un inferno: il penitenziariodi Porto Longone. L'apertura è stata giovedì 26con l'esibizione del trio elettricodi Roberto Pompilio seguitoda quello che ufficialmente sichiama Roberto Lopez trio, inpratica la band che accompagnavaFulvio Sisti nelle ultimeesibizioni: dal pianista SilvanoGrandi al chitarrista MaurizioForti al drummer Andrea Collie un bravo sassofonista indigenoClaudio Miliani. Il criticopuò chiudere bottega giacchési tratta di una mozione degliaffetti. La malinconia per ungrande amico scomparso chesi fa gioia di ritrovarsi insiemea dar vita agli standard più belliche hanno fatto la storia diquesta musica. Altra caccia la seconda seratacondotta dalla «Duke ofAbruzzi big band». Una band asuo agio nella selva di stili maparticolarmente nel versantenel modern mainstream sulquale si sono appoggiate le dueguest della serata: Tiziana Ghiglionie Barbara Casini. La firstlady, Tiziana ha offerto Gershwine Duke Ellington, mentreBarbara se l'è vista con iclassici della Bossa Nova. Dalpubblico, in mezzo ad un nubifragiodi applausi, si è levatauna voce: «magiche». Lasciodunque all'ignoto spettatore lasintesi critica di un evento cheha profuso eleganza, grazia,bravura, creatività. La chiusuraa artista che arriva direttamentedalla inesauribile riservadi miti del jazz: Lee Konitz.Accompagnato da AlessandroGalati al piano, Paolo Ghetti alcontrabbasso, Alessandro Fabbrialla batteria. Il «grande vecchio»allievo di Lennie Tristano,inventore delle free form,non si muove mai su pianipreordinati, ogni suo concertoè una nuova avventura creativa.Non ha mai davanti unospartito, accenna un tema, lotravolge, lo spacca, lo spalancain ogni direzione: una musicache si fa mentre incede. Aspettiamo la prossima edizionenel nome indimenticabiledi Fulvio.