D'Alema: un milione di posti di lavoro «Non è una promessa, ne abbiamo già creati 530mila in tre anni»


ROMA. Ci sono segni di «ripresa» che vanno «incoraggiatie sostenuti»: entro la fine della legislatura ci sarà «unmilione» di posti di lavoro in più. Ma non solo. «Stop» allepensioni «d'oro» ma con il «consenso» dei sindacati. Via liberaad una riforma dello Stato sociale. Poi, una «tirata di orecchie»ai petrolieri che tendono a «farecartello» e decidono aumentidella benzina che possonoincidere sull'inflazione. Nellasua prima intervista televisivaal rientro dalle vacanze,Massimo D'Alema affronta i«nodi» che rischiano di strozzarel'attività del governo che,sulle pensioni, intende «combatterei privilegi». Il presidentedel consiglio promuove i governidi centro-sinistra e ricordache in tre anni sono staticreati 530 mila nuovi posti dilavoro: «Non è una promessa,quindi, ma è ragionevole pensareche alla fine della legislaturaci sia 1 milione di posti dilavoro in più. L'ottimismo del presidentedel consiglio si scontra con lapreoccupazione di SergioD'Antoni che sulla delicata qustionedelle pensioni ieri halanciato un ultimo avviso allaCgil: «Se la verifica della riformaprevidenziale ci sarà primadel 2001 si arriverà alla rottura.Fino ad oggi la posizioneè stata unitaria. Se la Cgil lacambia, e ha la possibilità difarlo, se ne dovrà assumere leresponsabilità». Il segretariogenerale della Cisl sceglie latribuna del Meeting dell'Amiciziadi Rimini per prendere ledistanze dai «colleghi» dellaCgil. Ma non Solo. D'Antoniboccia la proposta avanzatada Bassanini di passare al sistemacontributivo «retroattivamente»per le cosiddettepensioni d'oro («Sono cose fuoridal mondo») e polemizzacon il governo: «Vedo una babele.Oggi ci sono tre intervistedi esponenti del governo eognuno dice cose diverse. Simettano d'accordo». A gettare acqua sul fuoco ciprova Giorgio Casadio dellaCgil: «Noi» dice «non abbiamomai proposto di anticipare laverifica sulle pensioni». Laprecisazione rassicura D'Antoniche parla di un chiarimentoimportante («prendo attoche sulle pensioni c'è una posizioneunitaria») ma non placale polemiche tra i due maggiorisindacati. Le pensioni d'oro _ Laproposta di tagliare le super-pensionidei deputati, contenutanelle interviste a Bassanini(L'Espresso) e a Salvi (LaRepubblica) non convince ilsindacato, che boccia il ventilatopassaggio al sistema contributivoe divide il Palazzo.La vicepresidente del SenatoErsilia Salvato (Ds) non si dicecontraria a rivedere il trattamentoriservato ai parlamentarima ricorda che le riforme«sono state già fatte»mentre Gerardo Bianco (Ppi)propone di «bloccare» i meccanismi«perversi» che fannoscattare incrementi superiorial parametro dell'inflazione.A sollecitare un «taglio ai privilegi»è Marco Rizzo (Pdci)mentre i radicali parlano diuna proposta «demagogica» eRaffaele Minelli (Spi-Cgil)chiede ai presidenti di Camerae Senato di consegnare alcasellario dell'Inps l'elencodei trattamenti previdenzialidei parlamentari e dei consiglieri. I Fondi speciali _ L'ipotesidi utilizzare una parte deisoldi incassati con le privatizzazionidi Enel, Alitalia e Telecom,per ripianare gli squilibridei Fondi speciali Inps nonconvince i sindacati. «Le privatizzazioni»precisa D'Antoni«non devono servire a ripianareil buco».

Gabriele Rizzardi