Un bagno di entusiasmo per l'avventura nerazzurra


PISA. Un pieno di gente, di affetto, di entusiasmo.Come l'anno scorso, forse anchedi più, il popolo nerazzurro si è raccolto intornoalla squadra della città. Almeno millecinquecentopisani avevano affollato ilPalacongressi per la «prima» della squadrache poi ha ammazzato il campionatodi C2, e le prime stime dell'happening di ieriparlano addirittura di duemila, fra quelliche hanno gremito l'auditorium e quelliche giocoforza hanno dovuto accontentarsidi un posto fuori dall'ingresso. E' una prima vittoria, significativa. Nonè facile far dire a un professionista comeRosin, che viene dalla B, «in diciassette anninon avevo mai visto una presentazionecome questa». Se qualcuno poteva pensaredi arrivare in una squadra senza grossepretese, ieri ha capito che non è così. Ci sono i rimpianti, inevitabilmente.Come quelli espressidall'ottimo Stefano Mobiliche ha fatto un «in bocca al lupo»ai compagni partiti per altrilidi: un gruppo che ci haportato quasi a riveder le stelle,perché è vero che la C1non è la serie A, ma è altrettantovero che c'è ormai tantadistanza fra il Pisa e l'incubodell'Eccellenza. Ma si pensa al futuro, a partiredall'abbraccio dei tifosicommossi a Gianni Badi, finalmentein piedi dopo il terribileincidente che lo ha costrettoa lottare contro la mortee un lungo coma. E il futurosi mescola con le emozionipiù struggenti, quando l'assessoreAngiolini sussurra allospeaker Massimo Mariniche la curva Nord verrà d'orain poi intitolata a MaurizioAlberti. Lui e Claudio Barbierinon hanno potuto festeggiarecon gli amici la promozione:speriamo con tutto il cuoreche gioiscano da lassù. Ma è una festa di calcio,con tanto di sorpresa, quandodiventa ufficiale ciò che sisussurrava: il Pisa si è assicuratodue nuovi arrivi, due prestitid'oro dalla Primaveradella Fiorentina. Si tratta deldifensore Lorenzo Collacchioni,classe 1980, tre panchinein serie A con Trapattoni, el'attaccante Francesco Tavano,un torello del 1979, chequest'anno l'ha buttata dentro35 volte fra campionato,coppa, Viareggio e finali varie.Potevano arrivare già nell'ultimaserata di mercato,poi i soldi non bastavano perchébisognava frugarsi nelletasche per pagare Quarantaal Crotone. Ma sabato notte ilsacrificio è stato fatto, e sicuramentequesti due ragazzisapranno farsi perdonare laprovenienza... in effetti, riallacciarei contatti con le societàpiù ricche della serie Anon è una cattiva idea. Gli applausi del pubblico sonostati distribuiti fra tutti igiocatori, «vecchi» e appenaacquistati; a parte qualche fischio,è stato accolto benissimoRosin, il quale in C1 è unportiere che può fare la differenza.Ma il grande amorecon cui era stato accolto unanno fa il «livornese» Marcatoaveva già indicato chiaramenteche per i tifosi, i giocatorinerazzurri sono tutti unagrande famiglia, e a loro sipuò ben perdonare qualchepeccato di gioventù o qualchetentennamento. Le numeroseinterruzioni allo speaker e aigiocatori per le battutaccedalla platea, lo confermano: èstato tutto fuorché una cerimoniaasettica e formale. Ecosì il rito dei soprannomi: ildifensore Deoma ribattezzatoRiga «perché all'inizio dellapartita disegna una riga e gliavversari non devono superarla»;Savoldi che non si arrabbiaper l'affettuoso «Dumbo-gol»,anche perché ha sentitopiù d'una voce che suggerivache, nel Pisa dell'annoscorso, avrebbe segnato ventigol; a Quaranta è stato detto«vai Mihajlovic»; Andreottiche ormai è un mito vivente,tanto che decine e decine di tifosisi sono fatti fotografarenella sua gigantografia delgol di Livorno, per il posterdella Pc System che ha ancheregalato le maglie «Io tifo Pisa». L'ovazione più clamorosa èstata per il mister D'Arrigo,sintetico e chiaro nel suo discorso:non è un Pisa dachiacchiere, ma da fatti. E'importante l'applauso tributatoai presidenti Gerbi e Posarelli,finora spesso messi unpo' da parte: è importantissimoche non perdano la sintoniae l'entusiasmo, non capitaspesso che una società condue padroni riesca ad andareavanti e il Pisa, risultati allamano, in questi anni lo ha fattoeccome. Gli applausi sonoarrivati anche per gli altri:Alessandro Mannini, lo stafftecnico e tutti i collaboratoridel Pisa. L'avventura iniziabene, anzi, avverte FrancoGrassini, «non sarà un'avventurama un grosso campionatodi C1». Anche Battistiavrebbe apprezzato... Il commercialistaha ricordato unvalidissimo motivo per sostenerela squadra: «Sotto l'aspettosocietario il Pisa è diGerbi e Posarelli, sotto quellostorico e sportivo il Pisa siamonoi». Senza dimenticareche la città comincia a capirlo,anche sul piano imprenditoriale,con i rinnovi deglisponsor: la Caripisa (ieri c'erail presidente Buoncristiani),l'Ina Assitalia, l'Ipermodadi Gianfranco Grassini, ela conferma del comitato d'onore. I giocatori? Qualcuno deinuovi si è emozionato, i «vecchi»ormai in confidenza conil pubblico sono stati showmen,come Ricci che ha detto«i punti per la salvezza liabbiamo già: Quaranta». Anchese la cosa più bella l'hadetta Niccolini, uno dei più riservatidel gruppo: «Essereancora qui è quasi un sogno,spero che continui». Una bellafesta, anche se con qualchesbavatura come le parole pocogentili per i colleghi di Telegranducatoche erano lì perlavorare (come noi quandoandremo all'Ardenza...). Epoi, per la squadra, il pranzoalla Rota e la partenza perPieve Pelago: oggi inizia l'avventurasul campo.

Antonio Scuglia