PONTEDERA. L'ennesimapuntata del paradossale camminogiudiziario che da anniavvelena l'esistenza di G.Mnato nel '43 a Magnago, inprovincia di Milano, si ? svoltaieri mattina nella preturadi Pontedera. Le accuse eranodi ricettazione e falso peraver pagato con un assegnorubato alcuni vestiti acquistatinel negozio ?Divo? a SantaMaria a Monte fornendo, comegaranzia, una carta d'identit?contraffatta. Della storiasi occupa anche l'associazioneper la tutela dei diritti deidetenuti di cui fa parte SergioCusani, il commercialista finitoin carcere nell'ambito diTangentopoli. Nel 1986 spariscono dagliuffici della Graphic Center,una ditta del Torinese, alcuniblocchetti d'assegni, usati poiper fare acquisti in tutta Italia.A garanzia viene mostratauna carta d'identit? intestataa un inesistente Enzo Cavalli.Nel corso delle indaginiG.M. ? riconosciuto per errorein una foto segnaletica dauno dei commercianti raggirati.G.M, gi? gravato di nonpochi problemi psichici vienecos? trascinato in una spiraleinarrestabile di condanne. Lavicenda giudiziaria subisceuna svolta solo grazie ad unaperizia grafica sulla firma riportatasugli assegni che scagionaG.M. Nonostante l'assoluzionedi ieri, G.M. ? tuttorain stato di detenzione. (g.g.)