Tarantino vuole stupire ancora Ecco la storia dell'attaccante Dallo Staggia alla gloria della B


LUCCA. Realizzare tre gol nel giro di centodieci minuti non è un'impresacasuale. Nazzareno Tarantino la sa bene. Lanciato nell'ultimamezz'ora nel match con la Fidelis Andria e promosso titolarecontro il Pescara, l'attaccante è riuscito a rispondere con i fatti allafiducia concessagli da Papadopulo. Le capacità del giovane rossoneronon sono state scoperte negli ultimi dieci giorni. Ma primadi poter dimostrare tutto il proprio valore Tarantino ha dovuto viverediverse esperienze che lo hanno fatto crescere sotto il puntodi vista umano e calcistico. Quando lascia Benevento ha11 anni. La carriera di calciatoreinizia nello Staggia Senese che èin contatto con la Lucchese. E così,due anni dopo, il promettenteattaccante viene convinto dalprofessor Bianchi a trasferirsiin rossonero. Tarantino capisceche il suo futuro sarà nel mondodel calcio e dopo aver ottenuto lalicenza media, d'accordo con lasua famiglia, decide di lasciarperdere la scuola e di dedicarsianima e corpo al calcio. Questogli permette di legarsi ancor dipiù all'ambiente perchè la mattina,quando gli altri compagni sonoin classe, dà una mano in segreteriasvolgendo qualche piccolacommissione. Dopo essersimesso in evidenza con la magliadella formazione Primavera,nel '95 Bolchi lo fa esordire in serieB. Il sedicenne rossonero collezionasette presenze e firma ilsuo primo gol da professionistaal Porta Elisa contro il Verona.Tarantino sembra aver raggiuntol'apice e dall'Inghilterra arrivauna proposta allettante. IlChelsea vuole ingaggiarlo, ma laLucchese lo consiglia bene e decidedi rifiutare: «Adesso possodire di aver fatto la scelta giusta- racconta -. In quel periodo furonomolti i giovani italiani che sifecero convincere, ma di tanti soloGattuso è riuscito ad averesuccesso». La stagione successivascende in campo altre 11 volte,ma non segna mai. Il momento più brutto, ma decisivo,Tarantino lo vive lo scorsoanno. De Canio non lo vedeper nulla e la Lucchese lo mandaa farsi le ossa in C1: «Sono arrivatoa Prato con un troppa presunzione.Pensavo che le ventottopresenza ottenute in serie Bmi permettessero di essere titolareinamovibile e invece rararamentesono sceso in campo. Solo5 volte. Tutto sommato sono contentodi come sono andate le coseperché grazie a questa parentesia giugno sono tornato a Luccamaturato, pronto ad rimboccarmile maniche e a guadagnarmiun posto in squadra». Dopoaver realizzato tre gol qualcunopotrebbe pensare che possa nuovamentericadere in una sindromedi superiorità. «Non corro rischi.So che in questo mestierel'importante è saper aspettareed è quello che farò. Ho potuto dimostrarea Papadopulo quantoposso valere e adesso è tutto nellesue mani. Se nelle prossimepartite ripartirò dalla panchinanon avrò problemi». Per questo salto di qualità il ragazzodi Benevento deve ringraziaremolte persone. Fra cui Nobilee, nonostante la breve parentesi,Burgnich. La vita privatagli ha dato una mano altrettantoimportante perché grazie allasua fidanzata ha trovato un puntodi riferimento lontano da casa.Il servizio di leva che sta svolgendonella Compagnia atletidell'esercito a Roma (insieme aFranceschini e a Totti) non gli lasciamolto tempo libero, maquando ne ha la possibilità correa Lucca e dopo essersi allenatoprogetta il suo futuro con Irene.