11 febbraio 1999 —
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Prato
PRATO _ La fila scorre molto lentamente e le sedie per tutti nonbastano. Una volta dentro, poi, non ci sarebbero barelle sufficientiper trasferire i pazienti nei reparti. Fuori le ambulanze aspettano illoro turno e intanto ingombrano il passaggio del pronto soccorso.Stanno in fila indiana anche due ore per volta, in attesa che il malatoche hanno trasportato venga visitato e curato. Tutti i giorni lastessa storia: continue lamentele, gente che minaccia di far intervenirei carabinieri, volontari che non possono aspettare e che neppurese ne possono andare. Una situazione che si trascina ormai da mesi.?I giornalisti vengano a parlarecon noi e a vedere come stannole cose al pronto soccorso?, hannoscritto alcuni volontari.?Aspetto da quasi due ore chequalcuno mi chiami- si sfoga unanziano in fila al pronto soccorso- non sto bene, non mi sonoancora rimesso dall'influenzama non ho potuto fare a menodi venire all'ospedale. Ho chiestoall'infermiera quanto ancoradevo aspettare, ma lei nonmi ha saputo rispondere?. I medicidi turno sono cinque, anzich?due come in casi normali, enon riescono lo stesso a smaltireil lavoro. In mezzo alla genteche ha raggiunto il pronto soccorsoper conto proprio, stannoad aspettare anche malati in lettigaarrivati con l'ambulanza.Chi si lamenta da una parte echi dall'altra. Chi chiede informazionie chi cerca un posto asedere. Chi fa la fila per lasciareil proprio nome all'accettazionee chi fa avanti e indietro nervosamente.Ma forse i pi? arrabbiatisono i volontari e gli autistidelle ambulanze. Aspettanocon pazienza che arrivi il turnodel malato o del ferito che hannoaccompagnato. E a voltepassano anche due ore. ?Ce ne stiamo qui buoni buonicon le mani in mano - sbottaun dipendente della Misericordia- sono arrivato che non eranoancora le 11 e sto ancoraaspettando. E' cos? tutti i giorni.Ma la cosa peggiore ? chel'ambulanza rimane inutilizzata,mentre forse potrebbe servirea qualcuno. E' inutile - aggiunge- che scrivete sul giornaleche a volte le ambulanze nonarrivano in tempo, se poi nonspiegate che siamo costretti astare qui senza fare niente?. Allaspicciolata si avvicinano altriautisti e altri volontari. Tutti diconole stesse cose, e c'? anchequalcuno che minaccia di rivolgersiall'autorit? giudiziaria perpresentare denuncia per interruzionedi pubblico servizio. ?Micapossiamo lasciare il trasportatoe andare via. Dobbiamo starequi fino a che non viene ricoveratoo comunque sistematoin qualche modo, fino ad allorala responsabilit? ? solo nostra.Non vogliamo certo passare deiguai per non aver assistito in tuttoe per tutto il paziente?. Per ivolontari il problema non ? solol'attesa. ?Ci sono personeche stanno male davvero e nessunole guarda. Luned? - raccontaun dipendente della Croced'Oro - un ragazzo che si era fattomale ruzzolando le scale dicasa ? rimasto sulla barella dalle11 alle 14. Continuava ad urlareper il forte dolore e i volontarinon sapevano come fareper calmarlo?. I dipendenti e ivolontari di Misericordia, Croced'Oro e Pubblica Assistenza,di cose da dire ne hanno ancoratante. ?Abbiamo perso troppivolontari - spiega un altro autista- nessuno vuole venire alpronto soccorso. E non c'? dadargli torto. Si arriva qui e sifanno code di alcune ore, e c'?chi deve andare a lavorare oppurea studiare e non pu? rimaneread aspettare. E cos? i volontarismettono di prestare servizio?. Ma di chi ? la colpa di tuttoquesto? ?I nostri consiglieri hannole mani legate perch? quelloche viene deciso dal pronto soccorso? legge per tutti - diconoin coro i dipendenti delle tre associazioni- il problema vero ?che non c'? abbastanza collaborazionetra 118 e pronto soccorso.E' una situazione assurdaquella che viviamo ogni voltache veniamo al pronto soccorso.Ci sono giorni in cui ogni associazioneha anche quattro ambulanzeche contemporaneamentefanno la fila qui?. Suggerimenti per trovare unasoluzione? ?Non tocca a noi.Possiamo solo dire che prima lecose andavano molto meglio.Le ambulanze avevano la precedenzaassoluta e rimanevano alpronto soccorso giusto il tempodi scaricare il malato. Da quandoci sono i codici, invece, anchenoi dobbiamo fare la fila eperci? rimaniamo troppo tempoinattivi?.
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Nadia Tarantino