ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Tutti i retroscena dell'indagine aperta nel '93 e che si concluse con l'archiviazione per ?decorrenza dei termini? Mod?, torna a galla ?l'affaire? delle teste Dentro le carte dei carabinieri


LIVORNO - C'? una storia scritta solo sui verbalidei carabinieri che ? tornata alla luce in questiultimi tempi, dopo tanti anni. La storia di un'indagine, una delle indagini,che affonda le radici nel ritrovamento delle famose?teste? nel Fosso Reale, sculture che la leggendae qualche furbacchione, voleva fossero diAmedeo Modigliani. I dati dell'indagine condotta dai carabinierinel 1993 e che vede coinvolti numerosi personaggi,tra cui l'allora assessore alla cultura ClaudioFrontera (oggi presidente della Provincia), sonoallegati ad un processo per diffamazione chesar? discusso a Firenze nell'ottobre 1999. Attiche sono gi? venuti fuori in un altro processo,sempre per diffamazione, celebrato recentementea Milano, durante il quale il collezionista CarloPepi, ascoltato come testimone, ha lanciato pesantistrali contro l'amministrazione comunaledell'epoca, accusata di aver ?saputo? che le testetratte dai fossi erano false. Un giudizio probabilmente tratto dalle cartedell'indagine dei carabinieri, che a distanza di noveanni dall'operazione ?teste di Mod??, raccolseroparecchie testimonianze. Indagine che si concluse con la richiesta di archiviazioneda parte del pubblico ministero alGip, in quanto i presunti reati che si sarebberopotuti configurare (?peculato? in particolare) acarico di Frontera e di altri, erano ormai in prescrizione. ?Io non sono mai stato indagato n? sentito dallamagistratura - dice oggi Frontera - Ritengoanzi di essere sempre stato la parte offesa in tuttala vicenda, da quando mi venivano sottrattidall'ufficio, addirittura dalla mia scrivania, documentiufficiali, utili all'organizzazione della mostrasulle sculture di Mod?, nel 1984. Col tempoho capito che quelle carte finivano nelle mani diqualcuno che aveva tutto l'interesse a sabotare lanostra iniziativa. Sapere in anticipo le nostremosse, serviva a bloccarle: sapeste quanti rifiutidi sponsorizzazioni abbiamo avuto all'epoca.Ora mi spiego perch??. SOTTRAZIONI di documenti,sabotaggi a tutti i livelli.Le vicende di quegli anni, quellemai scritte sulle cronache, forsesono ancora pi? intricate diquanto, in molti ambienti si vociferava. Vediamo di ricostruirla quellastoria, come emerge dagli attidegli investigatori.La denuncia - Gli ultimi inordine di tempo, riepilogativi eaggiornati, sono quelli del 1993. Il comando provinciale dei carabinieri,indaga a seguito delladenuncia di Giuseppe Saracino,stilista e Carlo Pepi, collezionistaed ex membro degli archiviModigliani, contro Vera Durb?(gi? conservatrice del museo diarte moderna di Livorno). Idue, sono dentro la vicenda animae corpo. Saracino perch? ?comproprietario delle ?teste?rinvenute nel garage di PieroCarboni. Pepi, ex membro degli Archivilegali Modigliani, ? l'unicoad aver sostenuto dall'inizio chele sculture del 1984 erano false,nonch? eseguite da mani diversee che, invece, quelle di Carboni,sono autentiche.Le indagini - In virt? di questo,i due presentano denunciacontro Vera Durb? accusandoladi truffa e di concorso avendoattribuito, ancora una volta,(proprio in quei giorni) a Modiglianile famose ?teste?. I carabinieriindagano ma concludonoche non esiste continuit? di reatie giudicano la presunta truffaormai prescritta. Ma al termine dell'indagine,arrivano a dire che sarebbe ipotizzabileil reato di peculato neiconfronti di Claudio Frontera,all'epoca dei fatti, assessore allacultura. ?Questo - recita la relazionerimessa dai carabinieri al magistrato- considerata vera l'ipotesidella complicit? dell'assessore,avendL lo stesso contribuitoa determinare l'amministrazionecomunale nello stanziamentodelle somme per il dragaggiodel fosso?.E il magistrato.... - Ma ilprocedimento, anche in questocaso, viene archiviato, su richiestadel pubblico ministero, UgoDe Carlo che scrive: ?Tutti i reatiipotizzati sono prescritti, compresoquello eventualmentecommesso dall'assessore Fronterache avrebbe sollecitato il Comunea spendere del denaro perdragare i fossi alla ricerca delleteste di Modigliani che sapevaessere state gettate nei fossi daFroglia (artista ora scomparsondr). Si tratterebbe infatti - specificaDe Carlo - di peculato per distrazione...?.Indagini, ipotesi econclusioni cui si arriva senzamai ascoltare Frontera, che nonpu? quindi, in questa fase, difendersi,spiegare, controbattere.Non si va al processo, ma restanonei fascicoli affermazioni pesantisenza possibilit? di contraddittorio.Un passo indietro - Ma facciamoun passo indietro e vediamodi inquadrare lo scenarionel quale si muovono i vari personaggiesaminati durante le indaginidell'Arma. Siamo nel 1984 ed il Comune,per dare impulso alla mostrasulle sculture di Mod?, decidedi dragare i fossi, alla ricercadelle famose ?teste? che sarebberostate scolpite e poi gettatein acqua da Modigliani, primadi partire per Parigi. Era statol'ultimo atto, il distacco in tuttii sensi dell'artista dalla citt? nataleche lo derideva. La ricercadi quelle sculture, aveva dunqueil sapore di ricucire unostrappo avvenuto tanti anni prima.Una riconciliazione colgrande Dedo.Un gran calderone - Dietroalla vicenda, cominciano subitoa muoversi molte storie e scoppianoconflitti di grandi e piccoliinteressi. E tutto finisce in ungran calderone che, ancora oggi,come vediamo, non ha smessodi bollire. I primi dissidi sono in Comune.Dove troviamo un ufficiocultura che non ? certo il massimodell'armonia. ?C'eranoscontri continui, un ambientepessimo - ricorda Frontera - Iocercai di responsabilizzare lepersone, placare gli animi. Maera dura. Il fatto che si arrivassea rubarmi le minute sulla scrivania,la dice lunga su cosa accadeva?.Processo a Milano - Ed ineffetti, diversi dipendenti dell'ufficio,figurano nella relazionedei carabinieri. Abbiamo MassimoSeghetti, comparso di recenteal Tribunale di Milano per laquerela da lui sporta contro ilsettimanale ?Panorama?. Motivo?In un articolo si sostenevache proprio Seghetti aveva gettatonel fosso le false sculturerealizzate da Froglia (lo avevadichiarato Froglia ai carabinierie, poi, al settimanale). Seghetti, smentendo tutto, haavuto soddisfazione al processo.Dove ha, per?, ammesso -confermando quanto gi? dettoagli investigatori dell'Arma - disapere che Froglia aveva scolpitoquelle opere. E di essere stato,effettivamente, a conoscenzadi tante voci.Le voci - ?Se ? per questo, all'epoca,di voci ne circolavanomoltissime - spiega ancoraFrontera - Ebbi anche una telefonatadal direttore del Tirreno,Luigi Bianchi, in merito ad unascultrice di Roma che aveva realizzatodelle ?teste? da gettarenei fossi. C'era stata la segnalazionedi un gruppo di operai delcantiere che avevano scolpitoun ?Mod??, con enormi... attributi.Per fortuna, magari quellanon ? stata ripescata, sempreche esista davvero?. Proprioper la situazione che si era creata,Frontera sostiene di essercisempre andato molto cauto sull'autenticit?dei reperti. ?Nonho mai parlato di veri Modigliani.Ho fatto quello che dovevo:disposto tutti gli accertamentiscientifici. Ed invitato alla massimaprudenza?.Gli interrogatori - I carabinierinel 1993 sentirono ancheRossella Falchini, impiegata dell'ufficiocultura. Falchini, comparein diversi atti, compresauna registrazione, acquisita daicarabinieri: la donna, ?tra il serioed il faceto?, avrebbe chiestoun miliardo di lire a Saracino,per consegnare una delle famoseminute che Frontera ritienevenissero fotocopiate daqualcuno, all'epoca. L'impiegata,ai militari, sment? tutto e disseche il documento, era pervenutoal marito Fulvio Antonelli,(all'epoca consigliere comunaledei Verdi) che, a sua volta, dichiar?di averlo ricevuto per posta.La lettera - Una lettera importante.Attorno alla quale ?girata l'indagine dei carabinierie e che ? stata rispolverata daPepi proprio nel corso del processodi Milano. Il documento,scritto di pugno da Frontera, riguardala richiesta di sponsorizzazionead un istituto di credito,per il dragaggio del FossoReale. Il punto ritenuto interessante? quello nel quale Fronterascrive che, secondo la leggenda,?...Modigliani gett? due scultureincomplete nel fosso?. Il valoredella lettera, scritta nel maggio1984, starebbe in questo:avendo detto due, l'assessore sisarebbe ?tradito?. Chi potevasapere che non erano di pi???Ma se tutti all'epoca - replicaFrontera - parlavano di due teste...?.Comunque, c'? di pi?: il?due? ? stato corretto, in altragrafia, con ?sue?. Quasi a volerdistogliere da qualsiasi sospetto.Oppure a cercare di crearlo.?Io ricordo bene che scrissi due- spiega Frontera - Quella correzionenon ? di mia mano. Comunque,non proverebbe niente?.Ma la parola ?sue? compareanche in una dichiarazione all'Ansa,attribuita a Fronteranei giorni del processo di Milano,sempre sullo stesso tema.?Io - chiarisce il presidente dellaProvincia - non ho rilasciatonessuna dichiarazione del genere?.Querele - Frontera comunqueribadisce: ?All'epoca possoaver sbagliato ed ho sempre accettatoogni critica. Ma non tolleroche si metta in dubbio lamia onest?. Per questo, ho querelato- ed aspetto con ansia l'udienza- chi ha osato diffamarmisu questa vicenda?. Il presidente non ha, invece,ancora deciso se querelare o menoCarlo Pepi che, nel processodi Milano, ha sparato a zero sulComune: ?All'epoca sapevanodella truffa?.Il ruolo di Froglia - Uscendodall'ambiente comunale, nei verbalidei carabinieri si leggono ledichiarazioni di Angelo Froglia,l'artista ora scomparso.Froglia conferma di avere realizzatodue delle tre teste ritrovate,per una ?provocazione?. Dice che Seghetti sapeva e sostieneanche che potrebbe esserestato l'impiegato comunale a inviarele lettere anonime a JeanneModigliani, nelle quali si indicavadettagliatamente la ?testa?che sarebbe poi stata ritrovata(quella di Froglia). ?Erauno dei pochi - fa mettere a verbale- oltre ai miei genitori, adaverla vista?.?Pura follia? - E Frontera?Secondo i carabinieri, anche luisapeva. Da quando? Forse gi?da maggio, quando scriveva lalettera per avere la sponsorizzazione.?Follia. Pura follia. Comunque- reagisce Frontera - seposso ammettere di aver fattodegli errori, non permetto che simetta in dubbio la mia buonafede?. Ma quanti sono in buona fedein questa vicenda? Quelli chesi scontravano all'interno dell'ufficiocultura? Quanti - comericorda la Guardia di finanzache, nel settembre, ha scopertoun maxi traffico di falsi d'autoree denunciato cinque personeper associazione a delinquere -lottano da anni per essere accreditaticome i massimi esperti diModigliani? La buona fede la dichiara,senza problemi, Christian Parisotattuale titolare, insieme aifratelli Guastalla, galleristi livornesi,degli Archivi Legali. Buonafede sbandierata nello smentiresdegnatamente chi gli attribuiscela ?paternit?? dei falsi disegnidi Mod?, sequestrati dallaFinanza. Cos? come smentisce quantodichiar?, nel 1984 proprio al nostrogiornale: ?Non ? vero - affermaora in un'intervista al Tirreno- che ero a Parigi quandomor? Jeanne Modigliani n? chel'ho soccorsa in casa sua ormaiagonizzante. Io stavo in Turchia?. A proposito di Jeanne: sul casopare stiano di nuovo lavorandogli investigatori francesi. Idubbi di un omicidio, gi? avanzatiall'epoca, stanno tornandoad assillare la gendarmeria? - Maurizio Silvestri