La storia narrata in mille foto La raccolta di Magnani donata all'archivio comunale


PIOMBINO - Ad un anno dalla morte di Luigi Magnani la moglie Adriana e la figlia Carla hanno donato all'Archivio storico della nostra città la sua interessante e ricca collezione di «cose» su Piombino. Il paziente, appassionato e organico lavoro di ricerca e catalogazione svolto da Magnani nell'arco della sua vita ha permesso così di arricchire l'Archivio di un materiale davvero ricco e prezioso: oltre 1000 tra cartoline e fotografie (di Giovannardi, Civilini, Rinaldi e Celati, Lepri, Morelli ed altri) raccolte in ordine cronologico e in album monografici per documentare le trasformazioni architettoniche e urbanistiche di Piombino, i fatti di cronaca e i vari avvenimenti dalla fine dell'Ottocento agli anni Ottanta. Luigi Magnani - nato nel 1917, nominato Maestro del lavoro nel 1975 - ha lavorato come impiegato per oltre 40 anni nello stabilimento siderurgico dell'Ilva (poi Italsider e Acciaierie). Fin da giovane aveva coltivato questo grande amore per la storia della sua città. Diventandone, senza tanto clamore, un prezioso scrigno di memoria. Una passione paragonabile a quella di Valerio Guerrieri, anche lui purtroppo scomparso giovanissimo da poco tempo. Per ogni immagine o gruppo di immagini, in appositi registri, tenuti ordinatamente anche in bella scrittura a mano, Luigi Magnani - per gli amici familiarmente Gigi - aveva elaborato anche un ampio commento facendo ricerche su testi storici e documenti, attingendo anche notizie direttamente da amici e vecchi personaggi piombinesi. Le foto su Populonia e Baratti ad esempio sono accompagnate dalla storia di queste due località con spazio quindi alla loro origine etrusca, ai rinvenimenti archeologici avvenuti in mare e sul territorio, con la descrizione anche dei luoghi e degli itinerari nella necropoli. Così descrive il ritrovamento dell'Apollo di Piombino (oggi conservato al Louvre di Parigi): «Avvenne nel 1832 ad opera di alcuni pescatori piombinesi i quali probabilmente cercavano polpi. Coperta d'alghe, la statua era adagiata sul fondo scoglioso. Alcuni suppongono che il bronzo avesso ornato, come ex voto, il tempio sull'acropoli populoniense ricordato da Macrobio». Poi dopo aver descritto in modo mirabile la statua, continua: «creazione indubbia di scuola argivo-sicione del V secolo avanti Cristo, l'Apollo aveva sul piede una iscrizione in caratteri dorici, incrostati d'argento, dedicata ad Athena». E piena di amore e di poesia è anche la sua descrizione di Populonia «chiusa nelle sue mura, silenziosa e deserta, posa sulla roccia col suo castello, Populonia appare. Essa si offre allo sguardo e all'animo del visitatore come un rifugio lungamente sognato». Pagine e pagine di manoscritti e di dattiloscritti rendono unico il suo lavoro di collezione e ricerca. Dopo essere andato in pensione Luigi Magnani ha trascorso ore e ore a riordinare il materiale e riscrivere le sue note su Piombino. Descrive la Cittadella, il Torrione, il Palazzo comunale, la nascita e l'evoluzione dell'industria, fa l'elenco dei sindaci dal 1892 a oggi, riporta il numero degli abitanti e degli studenti iscritti nelle scuole, raccoglie dati sulla produzione e sul numero dei dipendenti delle industrie, riporta anche, in ordine cronologico, grandi e piccoli avvenimenti, tristi e lieti, di cronaca spicciola, di storia di Piombino. Eccone alcuni: «8 gennaio 1944. Quarta incursione aerea con lancio di bombe. Danni gravi ai fabbricati del Poggetto, Portovecchio, stabilimenti Magona e Ilva. Dodici morti: 10 civili e due militari tedeschi, quattordici feriti»; «26 febbraio 1945. Viene costituita la Proletaria, cooperativa di consumo fra artigiani, operai, impiegati e professionisti, con atto notarile rogato Luigi Giannone»; «Estate del 1946. Nelle sale della Lega Navale e nel Teatro Nuovo vengono girate alcune scene del film "L'ombra dellla valle" prodotto dalla Effe.Pi, regista Cesare Barlacchi. Alcuni piombinesi vi partecipano come comparse»; «1939: Lo stadio Salvestrini viene demolito per ampliare l'Ilva»; «18 novembre 1951. Campionato di calcio di serie B. Il Piombino batte la Roma per 3 a 1»; «5 settembre 1965. Viene inaugurata la casa di cura Villamarina»; «15 gennaio 1993. E' morto il dottor Casimiro Batignani il più vecchio medico piombinese. Nato nel 1904...». Magnani studia, ricerca i documenti, raccoglie le cronache dei giornali e scrive per se stesso e per gli amici, per i familiari, per chi conoscendo la sua grande passione e scrupolosità gli si rivolgeva per avere informazioni su qualche fatto di Piombino. Lo ha fatto sempre con umiltà, con discrezione, mai mettendosi in mostra o prevaricando qualcuno nella discussione. Oggi tutto il materiale - comprese le fotocopie dei documenti sul Teatro dei Ravvivati e le cronache di Piombino del giornale «Il Tirreno» dal 1984 al 1994 - può essere consultato all'Archivio storico nella «Casa delle bifore». Alla famiglia di Luigi Magnani e al fratello Mario va il ringraziamento dell'amministrazione comunale ma anche indirettamente di tutti i piombinesi - e non - per avere offerto alla fruibilità pubblica quello che possiamo sicuramente definire un patrimonio di notevole interesse.

Gianni Gorini