Guardia medica e privacy Usl, così non va


EGREGIO ingegnere, voglio segnalarle due casi di disservizio in seno all'Asl 6 di cui lei ne è il massimo responsabile. Primo caso: servizio di Guardia medica. Il fatto: alcuni giorni or sono, in piena notte, alle ore 3,30, avevo una persona anziana con febbre elevatissima e difficoltà respiratorie, telefonai alla Guardia medica il medico mi consigliò di somministrare all'ammalato Tachipirina. Provai ad insistere per la sua presenza ma la risposta fu la stessa (Tachipirina) e eventualmente, l'indomani mattina, nel caso che la temperatura non fosse calata, di accompagnare l'ammalato al Pronto soccorso. L'indomani fu ricoverato in condizioni serie per problemi di carattere polmonare. La domanda che le pongo e che mi sono posta è questa: è un servizio reale o virtuale? I cittadini si possono sentire sufficientemente cautelati o debbono pregare la Madonna di Montenero che tutto vada per il meglio? Secondo caso: privacy. Alcuni giorni or sono giunsero al mio domicilio, a mezzo agenzia espressi, le risposte delle analisi dal vostro istituto di biologia e con non poca meraviglia trovai la busta aperta. Dissi: sarà un caso. No, purtroppo anche oggi è giunta una seconda busta aperta. Alla faccia della legge sulla privacy E veramente inconcepibile che dati strettamente personali siano messi in bella mostra: dove è andato a finire il segreto professionale? Lei, ingegnere, sa meglio di me che a tutela della privacy dei cittadini vi è una legge e un garante, ma nella sua Asl 6 sembra che tutto ciò non sia conosciuto. Ecco questi due casi, che ritengo significativi, li ho posti non solo alla sua autorevole attenzione ma, anche ai cittadini in genere, auspicando che lei vi ponga un rapido rimedio. Lamberto Lamberti