Quel parroco sbaglia...


VOLEVO scrivere, molto modestamente, un mio pensiero sulle «provocazioni» lanciate dal signor parroco «custode» del nostro Duomo. Sono perplessa nel leggere come un uomo di Chiesa abbia così poca considerazione del prossimo suo, mentre nel Nuovo Testamento questo rispetto e amore verso l'altro è il comandamento che Gesù ci ha lasciato come prima via da seguire per considerarci figli di Dio. Personalmente non mi disturba affatto che un barbone (vorrei che non fosse costretto a farlo) dorma nella mia chiesa, perché è anche casa sua; se il signor parroco invece è disturbato lo poteva ospitare a dormire nella sua abitazione con la possibilità di usare il suo bagno così il barbone non sporcava il marciapiede con i suoi bisogni: o devo pensare che il signor parroco vive come S. Francesco, il poverello d'Assisi, scalzo, senza casa, senza nulla se non le elemosine? Ci si potrebbe preoccupare delle anime di tutti coloro che stazionano intorno al Duomo, piuttosto che dei turisti che storcono la bocca se passano di lì, questo forse, riguarda altre persone. Si poteva fare qualcosa di più per quella ragazza tossicodipendente che chiedeva soldi, senz'altro l'ultima cosa era chiamare la polizia (che vergogna, anche il poliziotto l'ha richiamato alla tolleranza). Beh, certo che per signor parroco sono più simpatiche le signore che vanno alla Messa e non ne saltano una pregando per i loro peccatucci e sganciando la 10 mila nella cassetta delle offerte: si, è molto più tranquillizzante. Lo so ora dovrei andare a confessarmi perché ho peccato di prersunzione a scrivere tutto ciò ma... scusate per gli errori e spero che questo sfogo lo possa leggere nei prossimi giorni fra le pagine del vostro giornale. Maria Gaetana Sireno