Accademia: lunedì la «prima campanella». Dal 1999 corsi normali anche per Commissariato e Capitanerie Una divisa da ufficiale per 102 giovani E domenica mattina ritorneranno «Vespucci» e «Vittorio Veneto»


LIVORNO - Tornano le navi scuola della Marina. Ritornano domenica mattina all'Andana degli Anelli del Porto Mediceo, dove sbarcheranno gli allievi che il 12 ottobre ricominceranno a frequentare le austere aule di San Jacopo per diventare ufficiali della Marina militare. Nel frattempo cominceranno le "fatiche" per 102 allievi selezionati per la prima classe: la campanella, per loro, suonerà lunedì 5 ottobre. Davanti avranno cinque anni fatti di studio e di attività sportive, di stage e di corsi di eprfezionamento. Alla fine il premio, cioè i gradi da ufficiale.QUASI centoventi anni sulle spalle, ma una vitalità eccezionale. Sempre al passo con i tempi, anzi un po' più avanti, per garantire quella preparazione di altissimo livello che contraddistingue l'Accademia navale. Un'Accademia che, pur nei binari della tradizione ultrasecolare della Marina, si rinnova in continuazione. Da ormai tre stagioni il piano di studi è stato allungato su cinque anni, per permettere di seguire un corso di laurea anche a coloro che scelgono la carriera di Stato maggiore. I Corpi tecnici, armi e genio navale, da sempre concludevano e concludono la preparazione universitaria, con la discussione della tesi di laurea, un anno dopo l'uscita dall'Accademia. Sono stati quindi introdotti corsi universitari nuovi, e adesso si sta guardando ad un'altra novità, cioè un corso normale riservato ai Corpi di commissariato e delle Capitanerie di porto. Ammiraglio La Rosa _ abbiamo chiesto al comandante dell'Accademia navale _ conferma l'orientamento per l'organizzazione del nuovo corso di studi che, si dice negli ambienti della Marina e delle Capitanerie, avrà inizio fra un anno, cioè da ottobre 1999? «Confermo che la Marina ha intenzione di formare in futuro aliquote di ufficiali delle Capitanerie e di Commissariato attraverso i corsi normali. Attualmente, come si sa, questi ufficiali sono a nomina diretta, e cominciano il loro iter professionale dopo un corso che qui in Accademia dura da ottobre a giugno». Ammiraglio, ma si potrà veramente partire con questo nuovo corso fra dodici mesi? «E' molto probabile che si possa partire già dal 1999. E' questa una delle previsioni. Attualmente è però necessario stabilire come fare il concorso per la selezione. Potrebbe essere unico per tutti i corpi, cioè Stato maggiore, Corpi tecnici, Capitanerie e Commissariato. Come d'altro canto è valida anche una seconda ipotesi, e cioè fare una selezione per i diversi Corpi. Credo comunque che bisognerà decidere questi aspetti del problema in tempi rapidissimi, in quanto se si partirà con il corso normale nell'ottobre del prossimo anno, il bando dovrà essere pronto nell'arco di quattro-cinque mesi». Sempre per quanto riguarda Commissariato e Capitanerie, contestualmente al concorso per accedere ai corsi normali, proseguirà anche il concorso a nomina diretta? «Per Commissariato e Capitanerie sarà necessario proseguire per almeno cinque anni (tanto dura la frequenza dei corsi normali, ndr) con i nomina diretta, per permettere la formazione delle prime aliquote di ufficiali sulla base dei nuovi programmi». Certo è che negli ultimi mesi i gruppi di lavoro incaricati _ Stato Maggiore e Comando generale _ hanno proseguito a studiare in stretta sinergia l'organizzazione dei corsi normali per Capitanerie e Commissariato, con la necessità anche di formare piani di studio in sintonia con le esigenze professionali dei futuri ufficiali. Ad esempio, parrebbe essere utile una maggiore caratterizzazione amministrativo-giuridica per questi due Corpi, e per questo si sta lavorando in stretto contatto anche con l'Università (con riferimento specifico alla facoltà di giurisprudenza). E' comunque evidente che il nuovo corso normale potrà essere "varato" nell'ottobre del prossimo anno se, entro la fine di questo, sarà possibile concludere tutte le procedure legate alle convenzioni universitarie e al piano di studi e formazione. Nell'ambiente è certo che si respira un clima fiducioso: «Il lavoro prosegue, si sta lavorando con lena, e speriamo di potercela fare». Ma torniamo alla vita dell'Accademia navale e alle prossime scadenze autunnali continuando la conversazione con l'ammiraglio Paolo La Rosa. Come è andato il concorso di quest'anno? E quando i pivoli varcheranno il cancello di San Jacopo? «Il concorso di quest'anno, per complessivi 102 allievi, è andato molto bene. Abbiamo selezioanto 3200 giovani, tante erano le domande che erano state presentate. Abbiamo sottoposto questi ragazzi ai numerosi passaggi selettivi previsti, quali le prove fisiche, i test attitudinali, la prova scritta di italiano, quella orale di matematica... Un iter che si è concluso a metà settembre. E per lunedì mattina i 102 nuovi allievi sono stati convocati: entreranno in Accademia navale e cominceranno subito le attività cui sono destinati». Ammiraglio La Rosa, quale livello di preparazione avete riscontrato nei giovani che si sono presentati al concorso? «Intanto debbo dire che i selezionati hanno preso buoni voti sia in italiano che in matematica, ed hanno dato un'ottima impressione nell'ottica della preparazione interdisciplinare cui saranno chiamati in questi anni. Hanno mostrato cioè di avere una spiccata attitudine al tipo di preparazione che noi richiediamo: una preparazione universitaria per raggiungere la laurea, ma anche una preparazione in linea con quelle che sono le esigenze professionali di chi ha scelto di diventare ufficiale della Marina militare». Quindi lunedì mattina i nuovi arrivati metteranno subito la divisa? «E' tutto pronto, anche in questo senso. Quando hanno partecipato alle ultime fasi del concorso sono "transitati" anche dal sarto. E per i giovani ammessi, le divise, salvo quella storica che sarà pronta fra qualche settimana, sono state già preparate». Quindi, lunedì mattina, sveglia di buon mattino, passaggio dal barbiere, poi dal sarto... E via a passo di marcia attraverso i cinque anni che saranno necessari per formare i nuovi ufficiali che debutteranno «all'alba» del nuovo Millennio.

Elisabetta Arrighi