Furti su commissione, saccheggiata anche la chiesa di Chiazzano L'arte sacra? Va a ruba Ladro arrestato con 23 candelabri del '600


PISTOIA - Commercianti d'arte senza scrupoli, collezionisti disposti a tutto pur di avere l'oggetto desiderato, ladri che, correndo la metà dei rischi dei colleghi che rubano in auto o appartamenti, si sono ormai specializzati nei furti in chiesa: il patrimonio di arte sacra della nostra provincia sembra essere sempre più in pericolo. Dopo il furto, mercoledì scorso, del tabernacolo cinquecentesco in legno da una chiesa di Cutigliano, nella notte tra sabato e domenica sono stati rubati 23 antichi candelabri dalla chiesa di Santa Maria Assunta, a Chiazzano. Questa volta però al ladro è andata diversamente dal solito. Tradito dal sonno (sulla strada di casa si era fermato a riposare un po' nell'auto nei pressi di Masotti dopo la notte di «lavoro»), è stato arrestato dai carabinieri, che hanno recuperato tutta le refurtiva. A finire in manette è stato un pregiudicato di San Marcello, S.C., 46 anni, con l'obbligo di dimora presso una comunità di Lucca. «Tra i candelabri rubati - spiega il parroco di Chiazzano, don Gino Frosini - 4, in legno, erano del 6-700, e 6, di bronzo, era sempre della stessa epoca (due del 1602). Avevano perciò un certo valore. Probabilmente sapeva già dove piazzarli. Il ladro aveva cercato di portarne via anche due molto grandi ma è riuscito a trascinarli solo fino a metà della chiesa. Ha fatto molti danni. Per entrare ha spaccato una vetrata istoriata, ha tentato di sfondare una porta, ha aperto due cassette delle offerte». Il furto di Chiazzano, anche se fallito, non può però non far scattare un campanello di allarme. Ci troviamo di fronte a una recrudescenza dei furti di arte sacra? «E un periodo come tanti purtroppo - spiega don Luciano Tempestini, della Curia vescovile di Pistoia - I furti ci sono sempre stati. Purtroppo sono legati al mercato, se non ci fosse richiesta non ci sarebbero. Si tratta di oggetti che hanno un certo valore per i collezionisti d'arte e che spesso finiscono per essere regolarmente battuti all'asta all'estero con molta spudoratezza. Spesso non viene verificata la provenienza degli oggetti e anche le certificazioni possono essere molto semplici da farsi. Il mercato dell'antiquariato non sempre è limpidissimo». «Soluzioni? Possono essere di tipo legislativo - continua don Tempestini - con pene più severe per ladri e antiquari disonesti. Anche una catalogazione più accurata può essere un deterrente: un oggetto conosciuto ha un mercato difficile». Umberto Caselli ha passato una vita tra gli oggetti di antiquariato. Consulente d'arte e di antiquariato, fa parte ora del sindacato antiquari e mercanti d'arte della Confcommercio di Pistoia. «I pezzi rubati - spiega - hanno molto mercato benché sia molto rischioso cercare di vendere gli oggetti sacri. C'è chi ha questa sorta di mania di collezionare tali oggetti. La maggior parte dei furti sono infatti su commissione, c'è già un compratore. Le chiese non sono vigilate, non hanno allarmi, è facile nascondersi all'interno. L'unica difesa potrebbero essere sistemi di allarme sofisticati, e molto potrebbero fare anche i parrocchiani con una sorta di vigilanza volontaria, soprattutto da parte di anziani e pensionati. Le forze dell'ordine, come i carabinieri del nucleo specializzato nei furti d'arte, fanno cose fantastiche, ma gli uomini che hanno a disposizione sono troppo pochi».