Calcio C2. L'ex presidente nerazzurro Anconetani giudica i successi del nuovo Pisa Romeo: «Come ai miei tempi» Il segreto? «D'Arrigo, un vero professionista»


PISA - La vittoria di Alessandria e la grinta mostrata dalla squadra nerazzurra, ma soprattutto l'esodo di tifosi in trasferta, evocano ricordi che con la serie C non hanno niente a che spartire. I ricordi sono quelli dello squadrone di Gigi Simoni, di Mircea Lucescu, di quegli altri allenatori fatti grandi o rilanciati dal Pisa (oggi troviamo in serie A anche Materazzi e Castagner, e Luca Giannini è vice di Tardelli nell'Under 21), i grandi campioni che hanno illuminato l'Arena in tempi recenti, hanno tutti un minimo comune denominatore: Romeo Anconetani, il presidente degli anni d'oro. E a Romeo Anconetani chiediamo un parere sul nuovo Pisa e sulle sue prospettive. Presidente, iniziamo con D'Arrigo. Che con lei ha avuto a che fare... «E' vero, lo avevo come giocatore alla Lucchese. E già mostrava l'intelligenza che oggi porta in panchina. Professionista eccezionale, non dovrebbe allenare in C2. Spero che sia solo per quest'anno». Prima di Alessandria-Pisa, ha parlato con i nuovi presidenti? «Sì, è stato un incontro casuale ma mi ha fatto piacere. Ci siamo visti di sabato, al ristorante, perché c'ero anch'io con la squadra femminile. Ho visto loro, D'Arrigo e Botteghi. E mi ha fatto piacere che Posarelli mi abbia chiesto un consiglio sul mercato». Cosa gli ha suggerito? «Di non buttare via soldi per un giocatore di mezza tacca. Basta prendene uno solo, ma che faccia la differenza. Insomma, un giocatore da serie B. Posarelli mi ha spiegato che qualche tentativo è stato già fatto e che giocatori di quel livello in C2 non vogliono venire, ma bisogna insistere». Anche se la squadra è prima? «Certo, è questo il momento di fare un sacrificio, per concretizzare quanto di buono si sta facendo e staccare gli avversari». Qual è secondo lei il segreto del Pisa di quest'anno? «Le scelte sono state fatte con professionalità, prendendo un direttore sportivo e un allenatore che conoscono il loro mestiere e vanno seguiti. D'Arrigo è un intenditore di calcio, conosce i giocatori e le tattiche». E poi c'è di nuovo la gente: ad Alessandria si sarebbe divertito a vedere tanti nerazzurri in trasferta. «Il pubblico del Pisa è un patrimonio che non va disperso. ha visto il grande calcio ed ha voglia di veder giocare bene. Sono contento che stia tornando questo amore per i colori cittadini». Cosa vuol dire ai tifosi? «Da tifoso, auguriamoci che con la gente il Pisa prenda il volo, come ai miei tempi». Due parole anche sul calcio femminile: se non fosse per lei non esisterebbe più. «Ho cercato di metterci una buona parola, per fortuna le nostre istanze sono state acoclte perché altrimenti la cancellazione sarebbe diventata definitiva. Ma non basta». Lei è presidente onorario: cosa consiglia a Galeno Bianchi, che ha speso molto per acquistare la squadra? «Di farsi aiutare, nemmeno Mandrake può far tutto da solo. Nell'esordio in campionato perso col Monza, le ragazze hanno giocato piuttosto male perchè la formazione è incompleta. Per non retrocedere bisogna completare la rosa».

Antonio Scuglia