Padre Pio e Pinocchio, qualcosa non funziona


LO SFRUTTAMENTO dell'immagine di Padre Pio ha raggiunto livelli di guardia e ormai tracima ovunque. Non siamo ancora alla fine di settembre e già tutte e tre le reti del servizio pubblico hanno piantato la loro bandierina sulle stimmate del frate di Pietrelcina. Il direttore di Rai 2, Carlo Freccero, lo scorso anno dedicò al Padre cappuccino una spiacevole serata (alimentata da dosi massicce di superstizione) che sbancò al botteghino dell'auditel con oltre 6 milioni di telespettatori. Così quest'anno, nella speranza di fare il bis, ha mobilitato grandi mezzi per una puntata di Pinocchio che però di telespettatori, pur godendo della prima serata, ne ha raggiunti solo 4 milioni. Colpa dell'overdose con effetto boomerang: Padre Pio è ormai diventato un santino che le varie reti si passano di mano in mano. La puntata di Lerner veniva infatti a pochi giorni di distanza dallo speciale de Il Fatto di Enzo Biagi, il quale arrivava secondo rispetto a I Misteri di Padre Pio, officiati su Rai 3 dalla chiromante Lorenza (Foschini). Perchè «Pinocchio» arriva ultimo e sceglie di unirsi al coro? Siamo solo all'inizio del viaggio ma il programma di Gad Lerner (Rai 2 il lunedì, martedì e mercoledì in seconda serata e il giovedì alle 20.50) dopo la prima settimana stenta a ritrovare il passo dell'inchiesta graffiante della precedente edizione. Al solito «Grillo» interpretato da Mario Giordano (reduce dall'insuccesso di «Dalle 20 alle 20»), si accompagna come sempre il tetro Gabriele Romagnoli. A loro, alla coppia si sono aggiunti due volti nuovi, Marta Trucco e Yenner Meletti, giornalisti sopra le righe per contratto. Già l'exploit sull'Algeria (una puntata importante per il solo fatto di essere andata in onda, in diretta da Algeri) mostrava, tuttavia un motore ingolfato. Le altre puntate con Cesare Romiti e Fausto Bertinotti, non hanno brillato: il primo ha detto quel che voleva senza incontrare ostacoli, il segretario di Rifondazione (assente Armando Cossutta che aveva declinato l'invito) ha propagandato la sua linea dura senza un adeguato contraddittorio, per l'occasione sostenuto da un fiacco gruppetto di Ulivisti lombardi. Infine la puntata su Padre Pio, dove le voci diverse, del filosofo Gianni Vattimo e di un medico laico, erano soverchiate dalla folla di miracolati che testimoniavano la loro guarigione. Se proprio dobbiamo passare le nostre serate facendo professione di fede che almeno sia quella scanzonata di Suor Amelia (alias Angela Finocchiaro) protagonista di Dio vede e provvede (Italia 1, mercoledì), una fiction di buon livello, alla seconda serie richiesta a furor di auditel (due anni fa la prima puntata ottenne 7 milioni di telespettatori). Siamo sempre in un convento, ma questa volta lontano da Pietrelcina, siamo a Roma in una allegra comunità di suore orsoline, scosse dal loro tranquillo tran tran quotidiano dall'arrivo di una ex prostituta (Amelia), capitata per caso e poi affascinata dall'atmosfera del luogo, fino al punto di decidere di farsi suora davvero. Per differenziare questa seconda serie il regista Enrico Oldoini (autore di film vanziniani come «Vacanze di Natale») che è anche coautore della sceneggiatura, ha escogitato la presenza di una sorella gemella di Amelia, Giuditta, detenuta in carcere e casinista di professione. Angela Finocchiaro, una delle nostre più brave attrici comiche, tiene brillantemente testa al doppio ruolo, regalando una interpretazione leggera e intelligente. Non si può dire lo stesso di Marisa Laurito a cui è affidata la parte della madre superiora. Pur avendone il fisico non ne ha l'anima avendola nel frattempo impegnata nelle infinite comparsate come ospite televisiva.