Suo il capolavoro del 2-0 di venerdì, ora si sente come... Garibaldi Sanguinetti, «eroe dei due mondi»


MILWAUKEE - «E' una gioia immensa, è importantissimo vincere in America per l'Italia. Per me è una delle soddisfazioni più grandi della mia carriera». Davide Sanguinetti sprizza patriottismo da tutti i pori e, come Garibaldi, si scopre eroe dei due mondi. Suo il capolavoro più grosso del 2-0 di ieri, piegando lo strafavorito Todd Martin in appena tre set. «In Coppa Davis nessuno può dirsi davvero favorito - rammenta - Io non avevo niente da perdere, e ho giocato come ho giocato». L'impresa degli azzurri ha entusiasmato la comunità italiana di Milwaukee (circa 30 mila persone) ma anche gli stessi americani, tanto che l'altra sera alla cena ufficiale a Nicola Pietrangeli, l'ultimo italiano prima di ieri a vincere nel '56 un incontro negli Usa, e' stata tributata un'autentica ovazione. L'ex campione è il nuovo «ambasciatore» della Federazione italiana e come prima missione per lui è già un trionfo. C'è anche un pizzico di superstizione nel successo dello spezzino: «Tutte le volte che quest'anno Gaudenzi ha giocato prima di me e ha vinto ho vinto anch'io». Ma non si può dire che in questo ci sia della casualità: «Fisicamente sto benissimo, corro su tutte le palle, sono concentrato. In queste ultime due settimane abbiamo fatto un lavoro eccezionale. Non sono mai stato così in forma. Ci siamo allenati anche sui tie-break, ogni volta per dieci minuti». La gioia di Sanguinetti per forza di cose, in attesa del «doppio», era comunque contenuta. Anche il capitano Paolo Bertolucci predicava prudenza: «Cerchiamo di frenare gli entusiasmi. Proibito parlare di Nantes (due anni fa, sempre in semifinale, in vantaggio 2-0 dopo la prima giornata l'Italia si fece rimontare perdendo poi 3-2, ndr). Sinceramente non credevo che Davide vincesse in tre set». Nella squadra americana naturalmente, venerdì notte, il morale era sotto i tacchi. «Siamo con le spalle al muro» ammetteva il capitano Tom Gullikson.