Visita del sindaco Scarpetti nella fabbrica di San Pierino in Vincio Sicofil, soluzione rapida Un imprenditore interessato all'azienda


PISTOIA - Fare presto. Queste le parole d'ordine per una risoluzione positiva della vertenza Sicofil. Ci sarebbe infatti almeno un imprenditore (della provincia di Pistoia) interessato all'acquisto dell'azienda tessile di San Pietro in Vincio. E l'affare sarebbe quasi concluso se è vero che, questo industriale, avrebbe già iniziato a fare investimenti e a prendere ordini. Ma, proprio per questo, è necessario che, dopo la dichiarazione di solvibilità ormai imminente (questione di ore, dicono i rappresentanti sindacali) siano accelerati il più possibile gli iter burocratici. Per non restare tagliati fuori, per troppo tempo, dal mercato. Con il rischio poi, di non riuscire a rientrarvi. La Sicofil è un'azienda che ha professionalità, macchinari e commesse. E' quindi un'impresa in buona salute. L'anomalia di questa situazione di crisi ha portato i 37 dipendenti a impegnarsi per la salvaguardia dei loro posti di lavoro, con un'assemblea permanente che va avanti ormai da settimane, e che ha scongiurato lo smantellamento dell'attività produttiva. E le autorità locali, ad interessarsi fattivamente per una rapida e positiva soluzione della questione. Ieri si sono recati in visita agli operai il sindaco, Lido Scarpetti, e i due assessori, alle attività produttive, Giorgio Federighi, e, all'ambiente, Giorgio Taffini. Per portare la loro solidarietà, ma non solo. I rappresentanti dei dipendenti infatti, insieme al segretario della Filtea Cgil, Vincenzo Scotellaro, hanno chiesto che l'amministrazione comunale si impegni (pur nel rispetto delle relative competenze e delle reciproche autonomie), perché l'iter burocratico, dalla dichiarazione di fallimento fino alla ripresa dell'attività, sia reso il più semplice possibile. «Questa richiesta - ha detto Scarpetti - ci trova particolarmente sensibili. Il fatto che sia stato manifestato interesse da parte di imprenditori infatti, conferma il fatto che si tratta di un'attività produttiva in salute. Quindi, non è il caso che i dipendenti restino più a lungo senza stipendio, che i macchinari rimangano inattivi logorandosi, e che l'azienda sia tagliata fuori dal mercato con il rischio che questo si riorganizzi. Faremo tutto quanto è in nostro potere». La sensazione è di essere ormai vicini alla conclusione della vertenza. «Ma proprio per questo - dice Scotellaro - è necessario uno sforzo aggiuntivo da parte di tutti».

Lucia Pagliai