Il consigliere regionale Cecchetti punta sul ruolo della mostra «Miac da valorizzare» Un comune impegno per procedere subito


FIRENZE - «Niente da eccepire a che quest'anno il Miac, la mostra internazionale dell'industria cartaria, si svolga a Firenze, ma ricordiamoci che è Lucca la sua sede naturale; ed anzi è bene muoversi subito perché la città sia in grado di offrire quanto prima alla prestigiosa iniziativa quelle nuove strutture espositive di cui abbisogna e per realizzare le quali, oltretutto, esistono già gli strumenti urbanistici ed i finanziamenti necessari». Preoccupato che si possa perdere tempo prezioso, si muove il consigliere regionale del Pds Enrico Cecchetti, che a tre settimane dall'apertura dei battenti dell'edizione 1998 _ che si svolgerà quest'anno a Firenze dal 12 al 14 ottobre _ mette le mani avanti, invitando le istituzioni interessate «a garantire il massimo di attenzione e di impegno per sostenere il Miac». Destinatari della missiva, il presidente della Regione Vannino Chiti, quello della Provincia Andrea Tagliasacchi ed il sindaco di Lucca Pietro Fazzi. «Il Miac _ spiega il consigliere regionale della Quercia _ è una opportunità troppo importante per l'economia della nostra provincia perché non si debba compiere ogni sforzo per valorizzare ruolo e capacità promozionali». E sul fatto che la mostra uno spazio sia stata capace di conquistaserlo sul campo, e a tempi di record, in effetti paiono esserci pochi dubbi. Due dati per tutti. Dal 1994, anno della prima edizione, il numero degli espositori si è quasi quadruplicato, passando da 40 a 140, mentre è più che quintuplicata la superficie espositiva: dai 1200 mq. di allora ai 6500 attuali. «Lo spostamento di quest'anno a Firenze _ sostiene Cecchetti _ è giusto perché è legato allo svolgimento nel capoluogo toscano di un convegno scientifico di altissimo livello internazionale sulla carta "tissue", un appuntamento questo che contribuirà a qualificare ulteriormente il Miac in un comparto, il tissue, appunto, di cui Lucca è leader in Europa». L'edizione di Firenze, si fa capire, è vista come ulteriore trampolino di lancio di una iniziativa ormai saldamente accreditata sul piano internazionale, vetrina prestigiosa quanto mai utile per tenere alte le quotazioni di un settore solido e sempre più portante per l'economia della provincia. «Lucca infatti _ motiva Cecchetti _ è il polo cartario più importante d'Italia. Sono 137 le aziende direttamente impegnate in queste produzioni, con 6000 occupati e 4000 miliardi di fatturato all'anno. Con un ruolo spesso egemone sui mercati italiani ed internazionali: per la produzione di carta tissue e dell'igienico-sanitario quello lucchese è il polo europeo più rilevante. Copre quasi l'80 per cento della produzione nazionale, mentre è al secondo posto in Europa per gli imballaggi in cartone ondulato, coprendo qui la metà della intera produzione italiana». Un'attività di tutto rispetto che oltretutto traina con sé lo sviluppo di un settore - quello della produzione di macchine per cartiere - che in lucchesia occupa oltre 2000 addetti e sforna un fatturato annuo superiore ai 2000 miliardi. «Ma non solo - sostiene Cecchetti -. Si è cominciato anche a guardare più avanti, puntando a costruire una rete formativa di alto livello e di produzione di know-how, supporti indispensabili per poter disporre di personale qualificato e tecnologie d'avanguardia, e reggere così la sfida sui mercati». A Lucca, infatti, in collaborazione con la facoltà di ingegneria dell'università di Pisa sono stati attivati indirizzi universitari specifici finalizzati all'industria cartaria. E sempre in città opera il centro qualità carta, unico laboratorio italiano autorizzato ad emettere certificazioni di prodotto riconosciute a livello europeo. «A questo punto _ tiene a ribadire Cecchetti a Chiti, Tagliasacchi e Fazzi _ appare prioritaria l'attuazione del progetto delle nuove strutture espositive. Gli strumenti urbanistici sono già disponibili, i i finanziamenti pure. Si attende un comune impegno per partire e procedere speditamente».IL CASO