In arrivo a Pisa giudici-notai per smaltire l'arretrato, insieme ad avvocati e docenti universitari Tribunale, pendenti 7mila cause civili Molti fascicoli risalgono all'80


PISA - Notai-giudici al Tribunale di Pisa per smaltire gli arretrati. D'altra parte le cifre e i numeri parlano chiaro: all'ombra della Torre sono 7 mila le cause civili (quelle con il vecchio rito) che attendono ancora una sentenza. Ovvero quelle cause pendenti al momento dell'entrata in vigore del nuovo processo civile che ha visto la luce il primo maggio 95. Molti dei fascicoli risalgono ai primi anni 80, gli ultimi sono stati istruiti tre anni fa; separazioni, diritti di usucapione, responsabilità patrimoniali in generale e beghe varie legate a divisioni ereditarie. Una montagna di carte che rinvio dopo rinvio, per carenza di giudici, è finita negli angusti e improvvisati (per mancanza di spazi) archivi del Palazzo di Giustizia. Una situazione definita «pesante» dagli stessi addetti ai lavori che non sarà facile poter smaltire nel giro di qualche mese. Un male tipicamente italiano, non c'è che dire. Il Tribunale di Pisa non fa eccezione. In Italia sono oltre tre milioni le cause civili pendenti. Una vera e propria ermergenza, tanto da far correre ai ripari lo stesso Consiglio d'Europa che recentemente ha chiesto al nostro Ministero di Grazia e Giustizia chiarimenti su tutti i provvedimenti non ancora definiti. Per limitare i danni ci prova adesso «l'Operazione stralcio». Scatterà l'11 novembre prossimo. Un provvedimento «tampone» che allarga anche ai notai e a docenti universitari, oltre agli avvocati già impiegati in passato, la platea dei candidati a diventare giudici «aggregati». Una boccata d'ossigeno per la nostra giustizia moribonda, questa almeno l'intenzione del legislatore, confortata anche dai dati nazionali. Sarebbero infatti già 800 i notai che avrebbero manifestato la loro disponibilità a candidarsi. E alcuni fax sono partiti anche dalla nostra città. Ma quanti di questi nuovi giudici saranno effettivamente arruolati nelle aule di giustizia pisane? Un interrogativo al quale gli stessi addetti ai lavori non sanno dare una risposta e i dubbi sono molti. «L'iter che prevede la nomina - spiega, infatti, un impiegato che chiede espressamente di rimanere anonimo - è abbastanza complesso. Tutto dipende dalla Corte d'Appello di Firenze e i tempi di preannunciano lunghissimi». Un esempio fra tutti: degli otto giudici onorari, previsti dalla passata riforma, il Tribunale di Pisa per ora ne ha visto solo uno. Un avvocato. Gli altri sette attendono ancora di essere nominati. Ma se per ottenere da un Tribunale il riconoscimento di un diritto occorrono tempi infiniti, sono addirittura ancora più complessi quelli necessari per rendere operante la sentenza una volta emessa. «L'`operazione stralcio' non va considerata come bacchetta magica, capace di mettere a posto ogni cosa. La nomina dei giudici, almeno qui a Pisa, non risolverà l'emergenza arretrato», tuona un funzionario. Al problema, da noi, infatti, se ne aggiungono subito altri: la mancanza cronica di aule da mettere a disposizione dei nuovi giudici per poter operare. Poi c'è il lavoro di cancelleria. Ed anche qui i dipendenti lamentano carenze, oltre ad una maggiore informatizzazione del sistema per accelerare i tempi. Insomma un modo chiaro per dire: attenzione l'arretrato non si smaltisce solo con l'arrivo di notai e avvocati, ma tutta la `macchina' deve essere rivista.

Roberta Galli