Il dirigente e parlamentare del Pci scomparso cinque anni fa In ricordo di Alfredo Bianchi


LUCCA - Cinque anni fa moriva Alfredo Bianchi, ex parlamentare del Pci e figura storica del sindacalismo lucchese. Tutti i suoi compagni di partito e di sindacato lo hanno nel cuore e oggi vogliono ricordarlo. Di loro si fa portavoce Sergio Gigli, altra figura storica del sindacalismo. «Ci ha lasciato per sempre _ scrive Gigli _ uno dei principali protagonisti degli anni dell'impetuosa e travolgente crescita del movimento sindacale della provincia di Lucca. Ereditò la direzione della Camera confederale del lavoro nel fuoco di una delle più grandi lotte della nostra fabbrica più rappresentativa, la Cucirini Cantoni Coats. Una lotta che lasciò un segno profondo nella coscienza delle operaie e degli operai di quella grande fabbrica. Alfredo partecipò alla direzione di questo movimento con tutto il suo entusiasmo, con il suo spirito di sacrificio e con il carico di responsabilità che gli derivava dalla sua carica di segretario generale della Cgil lucchese. Non ci fabbrica né cantiere del nostro territorio che in quegli anni non conobbero Bianchi. Turni a giornata, turni di notte, turni del mattino, delle stupende albe primaverili di quegl'anni, prima ancora che suonassero le sirene, ai cancelli delle fabbriche gli operai trovavano Bianchi con in mano i volantini e dall'altra, magari, un panino, perché non aveva avuto nemmeno il tempo di consumare un pasto. «Eletto deputato con il volto di migliaia di lavoratori delle province di Lucca e Pisa, Bianchi partecipò alla VI legislatura portando il suo contributo nella commissione sanità della Camera. «Rigoroso, serio, scrupolo so nel suo lavoro, ribelle a ogni ingiustizia, dotato di un forte spirito critico _ conclude Gigli _ Alfredo era un compagno con il quale tutti stavano volentieri assieme, non solo per le sue doti di dirigente ma perché aveva un carattere aperto, leale, semplice, sereno e buono».SUL FILO DELLA MEMORIA