Dopo la solidarietà critiche all'eccessivo attivismo Sul caso del cardinale fastidio in Vaticano


ROMA _ L'ultima iniziativa del cardinal Giordano, quella di istituire un'inchiesta ecclesiastica sui fatti che lo vedono coinvolto nelle indagini su un giro d'usura e di affidarla all'avvocato Maurizio Incerpi, ha creato sconcerto e fastidio in Vaticano. Il giorno dopo la clamorosa iniziativa sono parecchie le voci che esprimono perplessità, anche se non ufficialmente. Oltre Tevere si tiene a ripetere che quella di affidarsi all'avvocato Incerpi è stata sin dall'inizio un'idea del cardinale. Si nega che in questa scelta ci sia stata la mano della Curia romana. Anzi, l'impressione è che ora qualcuno si stia chiedendo in Vaticano perchè l'avvocato si sia offerto per questo incarico, e su sollecitazione di chi. Insomma, proprio mentre il cardinale Ruini ha usato tutta la sua autorevolezza per mettere in dubbio l'operato dei giudici italiani, in Vaticano qualcuno comincia a pensare che il cardinale Giordano e i suoi collaboratori si siano spinti troppo in là. E allora, quasi per caso, ecco arrivare da due diversi ambiti del mondo ecclesiale la stessa raccomandazione: la giustizia faccia il suo corso. Lo ha detto il cardinale Joseph Ratzinger a chi gli chiedeva di commentare il caso Giordano. Lo ha scritto sulle pagine di Famiglia Cristiana don Leonardo Zega, l'editorialista cattolico più letto d'Italia. «Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso. Aspettiamo e preghiamo», ha risposto a una lettrice che si diceva rattristata per il fatto che un porporato «si senta obbligato a gestire in prima persona tanto denaro, firmando assegni con parecchi zeri destinati anche a parenti e amici». Sceglie toni moderati l'agenzia di stampa della Cei, Sir, per chiedere che sui temi della giustizia in Italia si superino divisioni di fazione e si arrivi ad un concorso di tutti per il riequilibrio dei poteri, «dato che il paese risulta verticalmente diviso e la delegittimazione non porta da nessuna parte». Intanto l'affare Giordano sta per arrivare al Csm. L'organismo che decide il trasferimento d'ufficio per incompatibilità dovrà valutare l'esposto del capogruppo alla Camera dei Ccd Carlo Giovanardi, che aveva segnalato in particolare «il livore verso la gerarchia cattolica di un procuratore che si compiace di definirsi comunista», e aveva lamentato la fuga di notizie dalla procura di Lagonegro. Il procuratore Michelangelo Russo, intanto, continua le sue indagini che hanno portato all'arresto del fratello del cardinale Giordano.(r.m.)