Successo meritato con la rete decisiva che arriva dopo un lungo lavoro ai fianchi dei temutissimi liguri Per il Pisa vittoria, primato e bel gioco La squadra è in salute e fa suo il derby contro il robusto Spezia


PISA - Non cominciamo a fare voli di fantasia, perché il campionato è ancora tutto da giocare. Però il Pisa di D'Arrigo è un gran bel Pisa, primato a parte. Lo aveva fatto sperare contro il Borgosesia e intravvedere contro l'Albinoleffe, lo conferma adesso con forza davanti ad uno Spezia che era e resta una signora squadra. L'1-0 firmato da Paolo Andreotti - quello che godeva di minori chance di conferma in giugno - non rende nemmeno del tutto giustizia alla mole di gioco espressa dai nerazzurri, sempre ordinati in fase di costruzione e mai affannosi nelle coperture difensive. Ha vinto il Pisa ma anche il calcio: un derby temutissimo per l'ordine pubblico (in campo e fuori) visti i precedenti tutti preoccupanti, si è rivelato una partita corretta sul terreno di gioco e quasi tranquilla sugli spalti, grazie all'attenta vigilanza della polizia e all'atteggiamento sportivo dei tifosi pisani. Purtroppo un agente di polizia è stato ferito da una sassata a fine gara, partita dal gruppo degli spezzini, ed è stato trasportato in ambulanza in ospedale per essere medicato. L'eroe del giorno, come accennavamo, è Paolo Andreotti. Filippi lo ha definito «il miglior giocatore che ha il Pisa», dichiarandosi sorpreso che sia stato messo in discussione. Andreotti ha giocato benissimo a centrocampo, ha coperto e costruito, e al 10' della ripresa ha trovato il guizzo vincente quando Lauretti, scattato sulla fascia destra in seguito a una punizione di Muoio ribattuta dalla barriera, ha messo al centro un veloce rasoterra. L'irruzione in area piccola e il piatto sinistro di Paolo sottoporta hanno fatto esplodere di gioia uno stadio che comunque fin dall'inizio della gara stava applaudendo le ottime trame di gioco dei nerazzurri. Il 4-4-2 di D'Arrigo ha funzionato alla perfezione. Zazzetta sulla linea dei tre difensori centrali non ha mai lasciato spazio a Lenzoni, terza punta del 3-4-3 di Filippi; Cei, Marcato e Lauretti hanno reso inoffensivi Andreini e Zaniolo; il pericoloso Salsano non è stato messo mai in condizioni di potyer dialogare con i compagni, attaccato con costanza da Del Bianco e dagli altri centrocampisti pisani. Mobili e Moro, pur non in grande giornata, hanno agito con diligenza nelle zone di competenza. E in avanti, Ricci e Muoio hanno compensato la scarsità di conclusioni personali con un pressing asfissiante sui lenti e impacciati difensori avversari. Lo Spezia è stato punito su un episodio, ma il computo globale della gara è nettamente favorevole ai nerazzurri. La squadra di mister Filippi ha mostrato qualche sbavatura di troppo, come la difficoltà ad usare le fasce che erano entrambe appannaggio del Pisa, e quando l'altissimo Cioffi andava su Muoio si trovava sempre in grossa difficoltà. Resta comunque un complesso temibile e quadrato. Ma torniamo al Pisa: con una squadra disposta in campo senza sfilacciature, D'Arrigo è andato sul velluto. Dopo l'unica occasione per gli avversari (uscita fuori area al 13' di Verderame su Andreini, lanciato in contropiede), un colpo di testa di Ricci su cross di Zazzetta (31') e una girata a rete di Andreotti al 36', uscita di poco fuori, sono state il preavviso che la difesa spezzina cominciava a scricchiolare, dopo un inizio prudente e guardingo. Al 45' Muoio, servito da Andreotti, ha fallito il bersaglio in piena area e nella ripresa le discese di Lauretti (che ha anche chiesto un rigore al 4') si sono rivelate decisive. Dopo il gol, il Pisa ha costruito anche un'altra grossa occasione al 22' (Sottili ha fermato in extremis Andreotti) e al 33' Ricci ha spedito alta una girata dal dischetto. L'unica paura al 38': punizione di Salsano dalla distanza diretta verso il «sette» alla sinistra di Verderame, che bloccava in tuffo. E poi, via libera alla gioia nerazzurra, con la curva Nord che intonava la marcia trionfale dell'Aida. Bene tutta la squadra, e un cenno a parte lo merita il giovane Parola, che ha festeggiato con la vittoria la convocazione nella Nazionale Under 20 di Tardelli.

Antonio Scuglia